Differenze tra le versioni di "Carlo Goldoni"

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*Il [[mondo]] è un bel libro, ma poco serve a chi non lo sa leggere. (da ''La Pamela'')
*Io non sapea quasi cosa mi fare nel terzo (atto), venutomi in mente che sogliono codeste lusinghiere donne, quando vedono nei loro lacci gli amanti, aspramente trattarli, ho voluto dare un esempio di questa barbara crudeltà, di questo ingiurioso disprezzo con cui si burlano dei miserabili, che hanno vinti per mettere in orrore la schiavitù, che si procurano gli sciagurati e rendere odioso il carattere delle incantatrici sirene. La scena dello ''stirare'', allora quando la Locandiera si burla del cavaliere, che languisce, non muove gli animi a sdegno contro colei che, dopo averlo innamorato, l'insulta? Oh bello specchio agli occhi della gioventù! Dio volesse, che io medesimo cotale specchio avessi avuto per tempo, che non avrei veduto ridere del mio pianto qualche barbara locandiera. (citato in Gerolamo Bottoni, prefazione a ''La locandiera'')
*La [[Gola (ingordigia)|gola]] è un vizio che non finisce mai, ed è quel vizio che cresce sempre quanto più l'uomo invecchia. (da ''La bottega del caffè'')
*Le [[bugia|bugìe]] sono per natura così feconde, che una ne suole partorir cento. (da ''Il bugiardo'')
*Oh bella! Ghe n'è tanti che cerca un padron, e mi ghe n'ho trovà do. Come diavol oia da far? Tutti do no li posso servir. No? E perché no? (da ''Il servitore di due Padroni'')