Differenze tra le versioni di "Vasco Pratolini"

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==Citazioni su Vasco Pratolini==
*Ora, il difetto costitutivo delle ''Cronache di poveri amanti'' consiste a mio parere nel fatto che l’avventol'avvento del fascismo vi funziona un po’po' da cartina di tornasole che misura la buona o cattiva spontaneità dei personaggi e rivela in essi gli “italiani”"italiani" e “italieschi”"italieschi" che coesistevano sonnecchiando e lavorando e fornicando tra i vecchi umidi muri di Via del Corno fin dai tempi dei Guelfi e dei Ghibellini. Che queste reazioni individuali al fascismo siano veracemente ed efficacemente caratterizzate è indubbio, e ciò fa delle ''Cronache'' un libro pur sempre notevole: tuttavia ciò non cancella l’impressionel'impressione di un episodio storico che investe Via del Corno senza poterne scuotere la sostanziale atemporalità. Tale impressione è confortata dalla ripresa della tecnica corale, a scene girevoli, del ''Quartiere'', con la stessa ariosità ma anche con la stessa apertura che tende a dissolvere la forma del romanzo e che corrisponde all’atmosferaall'atmosfera senza tempo tinta del “‘popolo"'popolo minuto’minuto' sempre, fatto ignaro ormai, ciompi da se stessi traditi”traditi", come si dice appunto nel ''Quartiere''. ([[Cesare Cases, ''Opinioni su ''Metello'' e il neorealismo'', “Società”, Roma, XI (1955), n. 6; poi in ''Patrie lettere'', Einaudi 1987]])
 
*Ora, il difetto costitutivo delle ''Cronache di poveri amanti'' consiste a mio parere nel fatto che l’avvento del fascismo vi funziona un po’ da cartina di tornasole che misura la buona o cattiva spontaneità dei personaggi e rivela in essi gli “italiani” e “italieschi” che coesistevano sonnecchiando e lavorando e fornicando tra i vecchi umidi muri di Via del Corno fin dai tempi dei Guelfi e dei Ghibellini. Che queste reazioni individuali al fascismo siano veracemente ed efficacemente caratterizzate è indubbio, e ciò fa delle ''Cronache'' un libro pur sempre notevole: tuttavia ciò non cancella l’impressione di un episodio storico che investe Via del Corno senza poterne scuotere la sostanziale atemporalità. Tale impressione è confortata dalla ripresa della tecnica corale, a scene girevoli, del ''Quartiere'', con la stessa ariosità ma anche con la stessa apertura che tende a dissolvere la forma del romanzo e che corrisponde all’atmosfera senza tempo tinta del “‘popolo minuto’ sempre, fatto ignaro ormai, ciompi da se stessi traditi”, come si dice appunto nel ''Quartiere''. (Cesare Cases, ''Opinioni su ''Metello'' e il neorealismo'', “Società”, Roma, XI (1955), n. 6; poi in ''Patrie lettere'', Einaudi 1987)
 
==Bibliografia==