Differenze tra le versioni di "Haruhi Suzumiya"

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{{cronologico}}
*Mi chiamo Haruhi Suzumiya e vengo dalla scuola media Higashi. Non nutro il minimo interesse verso i comuni esseri umani: se in questa scuola ci sono alieni, viaggiatori del tempo, creature di altre dimensioni, esper io li prego di farsi avanti e di venire da me. È tutto.
*Una volta si diceva "Sii paziente e la fortuna ti sorriderà", ma oggi i tempi sono decisamente cambiati: a costo di rivoltare la terra, la fortuna è una cosa che va cercata, perciò muoviamoci a andiamo a caccia!
*Quando ero in sesta elementare andai a vedere una partita di [[baseball]] con la mia famiglia, [...] non appena entrai nello stadio rimasi a bocca aperta. Davanti ai miei occhi gli spalti erano gremiti da migliaia di persone, ammucchiati come tanti piccoli chicchi di riso. Pensai che tutta la popolazione del Giappone si fosse radunata in quel luogo, così chiesi a mio padre se avesse idea di quante persone ci fossero e lui rispose che dovevano essere circa cinquantamila. Finita la partita la strada che portava alla stazione era invasa dalla folla; mentre osservavo tutto questo ero completamente frastornata, continuavo a pensare che nonostante vedessi così tanta gente in realtà si trattava solo di una piccola parte di tutti gli abitanti del Giappone. Tornata a casa [...] mi misi a fare dei calcoli [...] e capii che la folla che avevo visto rappresentava un duemillesimo della popolazione. Ero sempre più frastornata, ero un singolo individuo in mezzo a quella gente allo stadio che a sua volta era solo una manciata rispetto alla popolazione del Giappone.
*Da allora [...] capii che tutte le cose che mi capitavano a scuola e che io consideravo le più divertenti del mondo in realtà accadevano anche nelle scuole di tutto il Giappone; agli occhi di tutta la popolazione di questa nazione erano semplici e ordinari fatti quotidiani. Raggiunta questa consapevolezza, improvvisamente mi sembrò che il mondo intorno a me cominciasse a sbiadire: [...] tutti i gesti comuni della normale routine quotidiana cominciarono a sembrarmi tremendamente noiosi. E allora mi venne in mente che se nel mondo c'erano tutte quelle persone, di sicuro tra di loro ce ne sarebbero state alcune eccezionali, con un'esistenza e un destino davvero straordinari... perché io non ero una di loro?