Differenze tra le versioni di "Gilbert Keith Chesterton"

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(→‎Francesco d'Assisi: amplio un po', correggo un po', aggiungo numeri di pagina (una non rintracciata))
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*La [[tradizione]] non significa che i vivi sono morti, ma che i morti sono vivi.
*[[Pazzo]] non è chi ha perso la ragione, ma chi ha perso tutto fuorché la ragione.
*Il [[mondo]] non è una casa d'affitto a Brighton che si debba lasciare perché è miserabile: è il castello di famiglia, con la bandiera sventolante sul torrione, e più è miserabile meno dobbiamo abbandonarlo. La questione non è di sapere se [[il mondo è troppo]] triste per essere amato o troppo lieto per non essere; la questione è che quando si ama una cosa, la sua letizia è una ragione per amarla di più.
*Taluni hanno preso la stupida abitudine di parlare dell'[[ortodossia]] come di qualche cosa di pesante, di monotono e di sicuro. Non c'è invece, niente di così pericoloso e di così eccitante come l'ortodossia: l'ortodossia è la saggezza, e l'esser saggi è più drammatico che l'esser pazzi; è l'equilibrio di un uomo dietro cavalli che corrono a precipizio, che pare si chini da una parte, si spenzoli da quell'altra, e pure, in ogni atteggiamento, conserva la grazia della statuaria e la precisione dell'aritmetica.
*II paradosso fondamentale del Cristianesimo è che la ordinaria condizione dell'uomo non è il suo stato di sanità e di sensibilità normale: la [[normalità]] stessa è un'anormalità. Questa è la filosofia profonda della caduta.