Differenze tra le versioni di "Phyllis Chesler"

1 949 byte aggiunti ,  4 anni fa
(inverto sezioni, fix vari)
* Gli psichiatri e gli psicologi hanno sempre descritto come malattie mentali gli indizi e i sintomi delle varie forme di oppressione, reale o a livello di sensazione. Le donne manifestano spesso questi sintomi, non soltanto perché sono effettivamente oppresse, ma anche perché il ruolo sessuale (cioè il modello stereotipato) al quale sono condizionate è costituito appunto da manifestazioni simili.
* Può darsi che il numero delle donne che ricorrono alla psicoterapia sia superiore a quello degli uomini perché questa e il matrimonio sono i due soli istituti previsti dalla società per le donne del ceto medio. Che questi presentino forti somiglianze è un fatto molto significativo. Per la maggior parte delle donne l'incontro con lo psicoterapista è soltanto una nuova circostanza in cui sperimentano un rapporto impari, un'occasione di più in cui vengono premiate per aver manifestato il proprio disagio e «aiutate» da un sapiente oppressore.
* Sia la psicoterapia che il matrimonio separano le donne; entrambi offrono una soluzione individuale anziché collettiva al problema dell'infelicità femminile; entrambi si basano sulla debolezza femminile e sulla dipendenza della donna da una figura maschile più forte che rappresenta l'autorità; in pratica, entrambi possono essere considerati come il ripetersi del rapporto fra la bambina e il padre nella società patriarcale; entrambi dominano e opprimono le donne allo stesso modo eppure, nello steso tempo, sono i due rifugi più sicuri in una società che alle donne non offre altro.
* È evidente che la donna, per poter essere considerata sana, deve «adattarsi» alle norme di comportamento del suo sesso e accettarle, anche se questo comportamento viene considerato genericamente meno desiderabile da un punto di vista sociale.
* Ovviamente il modello della sanità mentale nella nostra cultura è maschile. Il maggior numero dei medici considera le donne infantili, ''diverse''. Perciò è particolarmente interessante che alcuni di essi, specialmente gli psichiatri, le preferiscano come pazienti. Forse la loro preferenza è molto sensata; il medico può ricevere un vero «servizio» psicologico dalla sua paziente sotto forma di possibilità di esercitare l'autorità e di sentirsi superiore a una femmina sulla quale può proiettare molti dei suoi desideri insoddisfatti di dipendenza, emotività e soggettività e nei cui confronti, data la sua posizione superiore di esperto e di medico, è protetto come non può esserlo nei confronti della propria madre, della moglie, della fidanzata. E in più viene pagato!
* Per la grande maggioranza delle donne l'incontro con lo psicoterapista è soltanto un'occasione in più in cui esse si sottomettono a una figura dominante che rappresenta l'autorità. Mi domando come un simile rapporto possa favorire lo sviluppo del senso di indipendenza, o di una sana dipendenza, nelle donne.
 
==Note==
2 615

contributi