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*Ogni scimpanzè ha una personalità unica e ciascuno/a ha la propria storia individuale.<ref>Da ''Gli scimpanzè: un ponte da gettare'', in ''Il Progetto Grande Scimmia''; citato in Marini, [//books.google.it/books?id=fDaVAwAAQBAJ&pg=PA183 p. 183].</ref>
*Sono molto rari i libri destinati a cambiare il nostro modo di pensare. Questo libro di [[Tom Regan]] è uno di quelli. ''[[Tom Regan#Gabbie vuote|Gabbie vuote]]'' è convincente perché argomenta in modo logico e razionale e perché scritto in uno stile semplice ed elegante allo stesso tempo.<ref>Citato in [[Tom Regan]], ''Gabbie vuote: la sfida dei diritti animali'', traduzione di Massimo Filippi e Alessandra Galbiati, Edizioni Sonda, Casale Monferrato, 2005, quarta di copertina. ISBN 88-7106-425-9</ref>
 
==''Il popolo degli scimpanzé''==
*Vi sono molte finestre dalle quali possiamo osservare il mondo, cercandone il significato. Vi sono quelle aperte dalla scienza — i cui vetri appannati sono stati ripuliti da una successione di ingegni brillanti e acuti — attraverso le quali possiamo vedere sempre più lontano, sempre più chiaramente, verso zone che una volta erano al di là della conoscenza umana. [...]<br />Ma vi sono anche altre finestre: quelle aperte dalla logica filosofica; quelle attraverso le quali i mistici cercano conferma della loro concezione della verità; quelle da cui i fondatori delle grandi religioni hanno scrutato ricercando il senso dell'universo, non soltanto nella sua straordinaria bellezza ma anche nei suoi aspetti oscuri e sgradevoli. La maggior parte di noi, quando riflette sul mistero dell'esistenza, scruta il mondo soltanto attraverso una di queste finestre, che per di più, la maggior parte delle volte, è appannata dalla limitatezza della natura umana. Noi ne puliamo una piccolissima parte e guardiamo attraverso, e non c'è da stupirsi se veniamo tratti in inganno da quella minima frazione del tutto che riusciamo a vedere. Alla fine, è come osservare il panorama del deserto o del mare attraverso un giornale arrotolato a mo' di cannocchiale. (I; pp. 18-19)
*Non è facile studiare le emozioni neppure quando si riferiscono a esseri umani. Io so che cosa provo nei momenti di tristezza, di felicità o di rabbia, e se un amico mi dice che si sente triste, felice o arrabbiato suppongo che le sue emozioni siano simili alle mie, ma non posso sapere con certezza se sia davvero così. Se poi cerchiamo di comprendere le emozioni provate da esseri viventi via via più diversi da noi, è ovvio che la difficoltà del compito aumenta. Se attribuiamo emozioni tipicamente umane agli animali non umani veniamo accusati di [[antropomorfismo]], un peccato mortale in etologia. Ma è poi così grave? Se sperimentiamo l'effetto di farmaci sugli scimpanzé, perché dal punto di vista biologico sono così simili a noi, se ammettiamo che vi sono enormi somiglianze fra il cervello e il sistema nervoso dell'uomo e quello dello scimpanzé, non è logico supporre che ci siano somiglianze anche fra i sentimenti, le emozioni, gli stati d'animo fondamentali delle due specie? (II; p. 25)
*[...] io non penso agli [[scimpanzé]] come a un'estensione della mia famiglia. Provo per loro considerazione e profondo rispetto, il loro comportamento continua ad affascinarmi e posso trascorrere ore e giorni in loro compagnia, e spesso mi si domanda se li preferisco agli esseri umani. La risposta è molto semplice: preferisco alcuni scimpanzé ad alcuni esseri umani, e alcuni esseri umani ad alcuni scimpanzé! (XX; p. 264)
 
==Citazioni su Jane Goodall==
 
==Bibliografia==
*Jane Goodall, ''Il popolo degli scimpanzé. {{small|30 anni di osservazioni nella giungla di Gombe}}'' (''Through a Window: {{small|Thirty Years with the Chimpanzees of Gombe}}'', 1990), Rizzoli, Milano, 1991. ISBN 88-17-84123-4
*Sergio Marini, ''Filosofi, animali, questione animale:. appunti{{small|Appunti per una storia}}'', EDUCatt, Milano, 2012. ISBN 978-88-8311-842-5
 
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