Differenze tra le versioni di "Niccolò Machiavelli"

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*[...] la natura de' popoli è varia, ed è facile a persuadere loro una cosa, ma è difficile fermargli in quella persuasione. ([[s:Il Principe/Capitolo VI|cap. VI]])
*A sì alti esempi io voglio aggiugnere uno esempio minore; ma bene arà qualche proporzione con quelli, e voglio mi basti per tutti li altri simili: e questo è Ierone Siracusano {{NDR|[[Gerone II]]}}. Costui di privato diventò Principe di Siracusa; nè ancor egli cognobbe altro dalla fortuna che l'occasione: perchè essendo i Siracusani oppressi l'elessono per loro capitano, donde meritò d'essere fatto loro Principe; e fu di tanta virtù ancora in privata fortuna, che chi ne scrive dice, che niente gli mancava a regnare eccetto il Regno. Costui spense la milizia vecchia, ordinò della nuova; lasciò le amicizie antiche, prese delle nuove; e come ebbe amicizie e soldati che fussino suoi, possé in su tale fondamonto edificare ogni edifizio: tanto che lui durò assai fatica in acquistare e poca in mantenere. ([[s:Il Principe/Capitolo VI|cap. VI]])
[[Immagine:Cesareborgia.jpg|thumb|Su Cesare Borgia: «Raccolte adunque tutte queste azioni del Duca, non saprei riprenderlo, anzi mi pare, come io ho fatto, di proporlo ad imitare a tutti coloro, che per fortuna e con l'armi d'altri sono saliti all'imperio. Perché egli avendo l'animo grande, e la sua intenzione alta, non si poteva governare altrimente; e solo si oppose alli suoi disegni la brevità della vita di Alessandro, e la sua infirmità.»]]
*Dall'altra parte [[Cesare Borgia]], chiamato dal vulgo Duca Valentino, acquistò lo Stato con la fortuna del Padre, e con quella lo perdette, non ostante che per lui si usasse ogni opera, e facessinsi tutte quelle cose che per un prudente e virtuoso uomo si dovevano fare, per mettere le radici sue in quelli Stati, che l'armi e fortuna di altri gli aveva concessi. ([[s:Il Principe/Capitolo VII|cap. VII]])
*{{NDR|Su [[Cesare Borgia]]}} Se adunque si considererà tutti i progressi del Duca, si vedrà quanto lui avesse fatto gran fondamenti alla futura potenzia, li quali non giudico superfluo discorrere, perché io non saprei quali precetti mi dare migliori ad un Principe nuovo, che lo esempio delle azioni sue; e se gli ordini suoi non gli giovarono, non fu sua colpa, perché nacque da una straordinaria ed estrema malignità di fortuna. Aveva Alessandro VI nel voler fare grande il Duca suo figliuolo assai difficultà presenti e future. ([[s:Il Principe/Capitolo VII|cap. VII]])
*{{NDR|Su [[Cesare Borgia]]}} Raccolte adunque tutte queste azioni del Duca, non saprei riprenderlo, anzi mi pare, come io ho fatto, di proporlo ad imitare a tutti coloro, che per fortuna e con l'armi d'altri sono saliti all'imperio. Perché egli avendo l'animo grande, e la sua intenzione alta, non si poteva governare altrimente; e solo si oppose alli suoi disegni la brevità della vita di Alessandro, e la sua infirmità. ([[s:Il Principe/Capitolo VII|cap. VII]])
*[...] gli uomini offendono o per paura, o per odio. ([[s:Il Principe/Capitolo VII|cap. VII]])
*Perché in ogni città si trovano questi duoi umori diversi, e nascono da questo, che il popolo desidera non esser comandato nè oppresso da' grandi, e i grandi desiderano comandare e opprimere il popolo; e da questi duoi appetiti diversi surge nelle città uno de' tre effetti, o Principato, o Libertà, o Licenza. ([[s:Il Principe/Capitolo IX|cap. IX]])
*[...] quello del popolo è più onesto fine che quel de' grandi, volendo questi opprimere, e quello non essere oppresso. ([[s:Il Principe/Capitolo IX|cap. IX]])
*A tanto nome, nessun elogio adeguato.
:''Tanto nomini nullum par elogium''. (inciso nel monumento eretto a Machiavelli nel 1787 in Santa Croce<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', Hoepli, 1921, pp. 52-53.</ref>)
*[[Gesù|Cristo]] ha ragione e Machiavelli vince. ([[Clemente Rebora]])
*Di Machiavelli si ricorda con proterva inesattezza l'adagio di comodo maneggio individuale secondo cui il fine giustifica i mezzi, ma si ignora che l'intero corpo della sua riflessione fa perno sulla necessità di un elemento fiduciario fra governanti e governati e sulla convinzione che solo un solido apparato militare nazionale ne sia il garante interno ed esterno. ([[Walter Barberis]])
*Dopo [[Aristotele]] e [[Polibio]], Machiavelli è il primo in cui si trovi l'avviamento ad una considerazione storico-naturale della storia. ([[Eduard Fueter]])