Differenze tra le versioni di "Hernán Crespo"

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*[[Carlos Tévez|Carlitos]] però è uno che non ti tradisce mai e ha nel suo bagaglio i numeri per sbloccare i match intricati. Tevez in Argentina è quasi più amato di [[Lionel Messi|Leo]]. È il giocatore del popolo, con le sue giocate infiamma il pubblico. I suoi sono numeri imparati sulla strada: dall'uno-due contro il muro o in mezzo ai sassi. A questi unisce una forza atletica impressionante e una fantastica voglia di lottare.<ref>Da un'intervista a ''Tuttosport''; citato in ''[http://www.tuttojuve.com/altre-notizie/crespo-a-tuttosport-tevez-giocatore-del-popolo-l-aneddoto-su-tevez-149742 Crespo a Tuttosport: "Tevez giocatore del popolo, l'aneddoto su Tevez.."]'', ''TuttoJuve.com'', 27 luglio 2013.</ref>
*{{NDR|Sulla finale di Champions League del 2005 persa contro il [[Liverpool Football Club|Liverpool]]}} A fine primo tempo nello spogliatoio mi tremavano le gambe: avevo fatto una doppietta in finale e vincevamo 3 a 0. Non ci potevo credere e cominciai a pregare che non succedesse nulla nei restanti 45 minuti di gioco. Altri discutevano di calcio, discussioni anche accese, come normalmente avviene negli spogliatoi. Altro che festeggiamenti e champagne: fin da piccolo ti insegnano che le partite finiscono al 90', chiunque faccia il calciatore lo sa. In quello spogliatoio c'erano giocatori del calibro di Maldini, Costacurta, Gattuso, Nesta, Pirlo, Seedorf e altri ancora: pensare una cosa del genere è assurdo. Direi che chi ha detto che abbiamo festeggiato sia un infame è poco.<ref>Dal programma televisivo ''Heroes – Lo sport nel cuore'', Canale 5, 18 novembre 2014; citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/calcio/2014/articoli/1051534/crespo-a-heroes-a-istanbul-festa-a-fine-primo-tempo-un-infamata-.shtml Crespo a Heroes: "A Istanbul festa a fine primo tempo? Un'infamata"]'', ''SportMediaset.it'', 17 novembre 2014.</ref>
*Un [[allenatore|tecnico]] non fa solo la formazione: deve motivare un gruppo e uno staff, relazionarsi con i dirigenti, rappresentare il club sui social e nelle tv, che sono quelle che mantengono l'ambaradan. È un ruolo straordinariamente complesso.<ref name=repubblica>Dall'intervista di Francesco Saverio Intorcia, citato in ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-b/2015/12/03/news/crespo_modena-128694319/ Crespo, signore del gol in cerca di salvezza "Ho imparato da Mou l'arte del motivatore"]'', ''Repubblica.it'', 3 dicembre 2015.</ref>
*Ho discusso con tutti, ma con rispetto. Cuper ti rompeva i coglioni per stimolarti, la mano battuta sul petto è una metafora: incassa e vai avanti. Io avevo un'altra filosofia. Ancelotti mi sostituiva sempre dopo un'ora, poi mi disse "posso sbagliare, non ho le panchine che ha Sacchi", e da allora ci siamo aiutati a vicenda. Ho litigato anche con Benarrivo, Sheva, Chiesa, non lo sa nessuno. La gente ha i cavoli suoi, allo stadio vuole divertirsi, e devi rispettarla. Al cinema, non mi frega se Al Pacino ha bisticciato con De Niro o col produttore, voglio godermi il film.<ref name=repubblica/>
 
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