Differenze tra le versioni di "Anthony Kiedis"

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*Crescere a [[Hollywood]] è un'esperienza molto intensa perché lì succedono tante cose, c'è tanta bellezza e tanta tragedia allo stesso tempo, e gli stimoli che ti arrivano sono fenomenali.<ref>Da un'articolo pubblicato sul quotidiano ''Il Piccolo''; citato in Elisa Russo, ''[http://www.elisarusso.com/rhcp-a-udine-2007/ RHCP a Udine 2007]'', ''Elisarusso.com'', 29 giugno 2007.</ref>
*Dato che scrivo i testi mi sento legato a tutte le nostre canzoni, e sono quindi tutte legate a me. ''Under the Bridge'' è bella perché è molto diretta, ma per quanto riguarda buona collezione di parole colorite mi piace ''Apache Rose Peacock'' perché è colorita.<ref name=milano/>
*{{NDR|Riferito all'album ''By the Way''}} Devo ammettere che ho provato un senso di apertura molto forte nello scrivere la maggior parte di queste canzoni, mi sono sentito fortemente vicino all'universo in alcuni giorni, tutto aveva un senso e tutto era pefettoperfetto e ho sentito tutto questo amore che mi scuoteva.<ref name=mtv4/>
*È bello esser vivi e fare musica, festeggiamo con il fatto che lo facciamo ancora, che lo sentiamo ancora, l'amiamo ancora e l'accarezziamo ancora come se avessimo appena iniziato. Ci sono voluti vent'anni solo per arrivare ad un punto di partenza ed ora possiamo iniziare.<ref name=mtv5/>
*È sempre molto difficile scrivere buone canzoni, ma non penso che il numero delle canzoni che hai scritto in passato ti limiti in questo, al massimo i cambiamenti della tua vita che derivano dal successo possono farlo, ostacolando i tuoi progressi nel creare buone canzoni, almeno secondo la mia esperienza.Penso che più ti allontani dalla strada, dai tuoi problemi e dalle tue origini più ti viene difficile creare buona musica. La tua vita diventa troppo facile, troppo tranquilla. Se vuoi scrivere delle canzoni valide, una volta che hai superato le tue difficoltà: buona fortuna! Potrei farti almeno 100 esempi di ottimi compositori che una volta avuto il successo e la fama sono come scomparsi perché erano passati i tempi per i quali dovevano combattere per raggiungere qualcosa. C'entra anche il modo in cui la gente ti tratta, le brutture e le bellezza della vita. Penso che uno dei grandi motivi per il quale la gente voglia avere successo è allontanarsi dalla sofferenza, dal dover lottare, dall'avere difficoltà a pagare l'affitto e tutto quello che ne consegue ma tutto ciò inficia il processo artistico a lungo andare, credetemi.Alcuni artisti sono riusciti ad evitare ciò, ma veramente pochi, quindi dobbiamo sempre ringraziare le rotture strazianti o altri tipi di perdite che in qualche modo alimentano ancora il fuoco dell'arte.<ref nAME=detroit>Dall'intervista rilasciata alla radio statunitense ''Detroit 101WRIF''; citato in ''[http://www.venicequeen.it/cms/News/kiedis-lpiu-ti-allontani-dalla-strada-e-dai-problemi-piu-e-difficile-fare-buona-musicar.html Kiedis: «più ti allontani dalla strada e dai problemi, più è difficile fare buona musica»]'', ''Venicequeen.it'', 8 febbraio 2016.</ref>
*È difficile ricordare esattamente la data in cui siamo diventati un gruppo. Ma Flea ed io, che non abbiamo più memoria, abbiamo ipotizzato che fosse un venerdì 17 in mezzo ai decenni, da qualche parte, tra gli anni 70 e 90.<ref name=mtv1>Dal programma televisivo ''MTV Essential'', MTV; visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=S8zumpbZtGg YouTube.com]''.</ref>
*{{NDR|Sul fatto che in America ci siano band come i Red Hot Chili Peppers che incitino alla violenza}} È una bugia. La musica non ha mai spinto gli uomini a farsi del male. È una balla inventata per fare soldi e per aumentare l'audience televisiva. Il rock è pericoloso in un altro senso: perché fa riflettere la gente, perché scuote le istituzioni; qualche volta, non sempre, perché si fa beffa dell'establishment. Ma non ha niente a che fare con le stragi nelle scuole. Chi lo sostiene è solo in cerca di un capro espiatorio.<ref name=repubblica/>
*È una gioia incredibile essere apprezzati, riconosciuti, amati, credo sia una sensazione che piace a tutti. È come guadagnarsi un posto nel mondo, e poter smettere di competere con gli altri e fare semplicemente arte.<ref name=mtv3>Dal programma televisivo ''MTV Essential'', MTV; visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=BD27AmcD2KI YouTube.com]''.</ref>
*{{NDR|Parlando degli [[attentati dell'11 settembre 2001]]}} Ero senza dubbio rattristato quel giorno, non solo da un punto di vista patriottico, ma anche umanitario. Mi chiesi: perchè certe persone fanno questo ad altre persone? Questo è davvero troppo. Sono sicuro che l'America è parzialmente responsabile di ciò che è accaduto, così come sono sicuro che altre persone molto potenti in altri luoghi del mondo siano responsabili. È stato un giorno molto triste per il pianeta Terra, per tutti quanti, e lo è ancora [...].<ref>Da un'intervista rilasciata a TV4Play; citato in ''[http://www.venicequeen.it/cms/News/kiedis-lusa-parzialmente-responsabili-di-cio-che-accadde-l11-settembre.html Kiedis: «l'America parzialmente responsabile di ciò che accadde l'11 settembre»]'', ''Venicequeen.it'', 11 settembre 2016.</ref>
*Flea viene da una famiglia jazz, Hillel veniva da una famiglia rock 'n roll, io vengo da una famiglia dove mio padre suonava di tutto, dai Sex Pistols ai Led Zeppelin, fino a Blondie e Devo, tutte queste cose qui. Le nostre influenze e ispirazioni ci hanno portato ovunque e non ci siamo mai preoccupati di essere il più calmi possibile o il più scatenati possibile, o un po' più jazz o quant'altro. Così come va la vita, tutto può succedere. Abbiamo scritto canzoni senza nessun particolare tipo di varietà ed è stata una bella cosa, non abbiamo mai pensato "Oh, questa non è abbastanza forte". Le possibilità sono infinite.<ref name=detroit/>
*[...] i primi che hanno unito il funk al rock sono state persone come Miles Davis, Parliament Funkadelic. Noi siamo stati i giovani energetici di Hollywood ai quali piacevano molti stili di musica e non avevamo paura di unirli. Non abbiamo amalgamato due stili musicali volutamente, abbiamo suonato quello che sentivamo di suonare e molto era funk perché era la musica che ci ispirava, quello che ci colpiva proprio qui quando l'ascoltavamo, volevamo fare questo tipo di musica perché ci piaceva, l'abbiamo fatta e abbiamo iniziato un nuovo genere e siamo stati seguiti da altre bands, bands che poi non mi interessano più di tanto.<ref name=milano>Da un'intervista rilasciata in occasione del concerto dei Red Hot Chili Peppers a Milano nel 1992; visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=RGd6_ryZvv8 YouTube]''.</ref>
*I Red Hot Chili Peppers non hanno mai seguito la moda perché ciò significherebbe andare contro il nostro ideale: l'onestà nella nostra musica. Se qualcuno ha qualcosa di politico da dire che lo dica se questo è ciò che si sente di fare. Chuck D ha le sue priorità e secondo lui aiuta la causa dei neri. È cresciuto così, sono cose che sente profondamente e quindi le scrive. Io cerco di scrivere quello che sento nel cuore e nel mio spirito.<ref name=milano/>
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