Differenze tra le versioni di "Denis Diderot"

*Se un [[Misantropia|misantropo]] si fosse proposto di fare l'infelicità del genere umano, che avrebbe potuto inventare di meglio che la credenza in un essere incomprensibile, sul quale gli uomini non avrebbero potuto mai mettersi d'accordo e al quale avrebbero attribuito maggior importanza che alla loro stessa vita?<ref>Da ''L'uomo e la morale'', a cura di V. Barba, Edizioni Studio Tesi, 1991, p. [http://books.google.it/books?id=yKAp3P-b9fsC&dq=se+un+misantropo+infelicit%C3%A0+diderot&q=misantropo#v=onepage&q=&f=false 88].</ref>
*{{NDR|Su [[Ipazia]]}} Tutte le conoscenze accessibili allo spirito umano, riunite in questa donna dall'eloquenza incantatrice, ne fecero un fenomeno sorprendente, e non dico tanto per il popolo, che si meraviglia di tutto, quanto per i filosofi stessi, che è difficile stupire.<ref>Dall'''Encyclopédie''; citato in [[Silvia Ronchey]], ''Ipazia: La vera storia'', Rizzoli, Milano, 2010, p. 19. ISBN 978-88-17-04565-0</ref>
*Un buon narratore è un uomo raro.<ref>Da ''Jacques il fatalista'', a cura di Piero Bianconi, BUR, 2014.</ref>
*Un'[[ipotesi]] non è un [[fatto]].<ref>Da ''Dell'interpretazione della natura''.</ref>
*[...] valorosi americani, che hanno preferito vedere oltraggiare le loro donne, trucidare i loro figli, distruggere le loro case, devastare i loro campi, incendiare le loro città, e che hanno preferito versare il loro sangue e morire, piuttosto di perdere la minima parte della loro libertà.<ref>Da ''Saggio sui regni di Claudio e di Nerone e sui costumi e gli scritti di Sene­ca'' (1782), traduzione di Secondo Carpanetto, Luciano Guerci, Sellerio, Palermo, 1987, lib. II, 5 74, pp. 327-28; citato in Domenico Losurdo, ''Controstoria del liberalismo'', Laterza, 2005, p. 133.</ref>
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