Differenze tra le versioni di "Anthony Kiedis"

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*Il sesso è un aspetto molto vitale e potente della vita e non abbiamo paura di esprimerlo nella nostra musica. Se parli di sesso la gente ti bolla come maschilista. Alcune nostre canzoni parlano di incontri sessuali con donne poliziotto o simili, ma è uno scherzo. Se la gente è talmente rigida da non accettare uno scherzo, allora forse ha problemi con la propria sessualità. Non siamo dei cattivi, non cerchiamo di sminuire la donna, non la sottomettiamo. Parliamo di sesso, ma anche di altre cose, solo che i giornalisti sono sempre alla ricerca di un'etichetta da attaccare alle persone: "Super Freaks Sessuali" o cose del genere.<ref name=milano/>
*Il testo di ''By The Way'' è una specie di visione panoramica e notturna della vita in questa città {{NDR|Los Angeles}}. Descrivo una serie di cose che avvengono nello stesso momento: la coda per entrare in un club a vedere un concerto, l'omicidio in un parcheggio, lo spacciatore che vende una dose all'angolo di qualche strada...<ref name=tutto/>
*Io scrivo al mattino. Mi alzo presto, faccio surf, mi schiarisco le idee, metto a posto la casa e mi siedo in giardino con block notes, matite, i miei cd e il boombox fighissimo che ho da 20 anni, e inizio a scrivere. Fondamentale per me avere una routine. Ogni scrittore serio scrive tutti i giorni. Come ogni musicista serio suona sempre, perché non sai mai quando arriverà l'ispirazione e, se non pratichi, magari non arriverà mai. Flea, infatti, suona tutti i giorni. Non importa quanto sei bravo, come si dice da noi: practice makes perfect.<ref name=croci>Dall'intervista di Roberto Croci, ''[http://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/quegli-amorevoli-stronzi-dei-red-hot-chili-peppers/2016-08-10/#Part6 Quegli amorevoli stronzi dei Red Hot Chili Peppers]'', ''RollingStone.it'', 10 agosto 2016.</ref>
*{{NDR|Su [[Roberto Benigni]]}} L'ho incontrato. È stato un grande giorno per me. Lui è uno molto carismatico. Io sono entrato in una stanza e l'ho visto, l'ho fissato e mi dicevo "Mio Dio, quello è Roberto Benigni". E lui si è accorto che lo osservavo, mi ha guardato e mi ha accennato un sorriso. Finalmente ho raccolto tutto il mio coraggio e sono andato da lui. Gli ho detto: "Non sapevo perché avessi lasciato la mia casa oggi. Ora lo so: sono venuto fino a qui per incontrare te". E lui: "Mi sembra di conoscerti da tanto tempo!" E mi ha abbracciato.<ref>Durante l'intervista rilasciata al programma televisivo ''Sashimi'', MTV Italia, 14 giugno 1999; visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=MQAAU8-2XLM YouTube]''.</ref>
*L'inizio con i Red Hot Chili Peppers è stato un'esperienza davvero unica, perché il nostro primo spettacolo aveva una sola canzone, quindi quello a cui pensammo dopo era "Oh mio Dio, abbiamo uno spettacolo la prossima settimana, è meglio che montiamo un altro pezzo". Quindi durante tutta quella settimana abbiamo pensato a qualcosa per cominciare. Tipo "immagino che dobbiamo essere un gruppo la prossima settimana, perché abbiamo uno spettacolo" [...]. Dopo aver suonato al nostro primo spettacolo, ho sentito un'enorme esplosione di successo nella mia vita. E sono passato dal nulla al sentirmi incredibilmente di successo con i Red Hot Chili Peppers. Guardavo Hillel, Jack Irons e Flea e pensavo "Wow, siamo la cosa più grande sulla terra!". Avevo successo, e chi se ne frega se ero senzatetto, squattrinato e avevo suonato al massimo per 40 persone in totale al mondo. Ma mi sentivo di successo [...]. La mia vita è cambiata da quel momento perché avevo uno scopo e avevo un posto e tutto iniziava a girare in questa amicizia, in questa sete di vita e di musica, di energia e di sesso, di ritmo e di melodia, di suono e di composizione. C'era un posto per tutto, c'era uno sfogo<ref name=mtv1/>
*La visione romantica della dipendenza ha poco di glorioso e alla fine non è altro che un buco. La droga è un'esperienza che può ucciderti o dalla quale puoi imparare qualcosa e diventare alla fine una persona libera. Non credo sia un'esperienza del tutto negativa, ma certamente difficile e debilitante.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/04/29/da-hollywood-babilonia-ecco-red-hot-chili-peppers.html Da Hollywood-Babilonia ecco i Red Hot Chili Peppers]'', ''Repubblica.it'', 29 aprile 2006.</ref>
*Le groupies no, non entrano assolutamente in hotel, penso che potrei fare licenziare il receptionist se facesse entrare questo genere di persone. Solitamente non mi creo problemi nell'allontanare la gente perché mi piace mantenere la mia privacy. Penso che la gente debba imparare ad aver rispetto per la privacy altrui, a prescindere dalla professione che uno svolge e dal tipo di relazione che uno può avere. È molto bello avere dei fans, gente di ogni sesso che gode della musica e dell'esperienza di venirci a vedere, ma anche quando misi su la band la "questione groupie" non mi piaceva molto: c'è qualcosa che non mi affascina nel fatto che qualcuno voglia stare con te semplicemente per quello che appari. Prima di diventare famosi, penso di essere stato molto più attratto dalle donne di quel tipo, del "tipo groupies ", ma dal momento nel quale abbiamo raggiunto la notorietà pensai che non è più una cosa giusta, è come il dono dei Re Magi se ci pensi.<ref name=music>Dall'intervista rilasciata a ''Music Interview'', citato in ''[http://www.venicequeen.it/cms/News/kiedis-lodio-il-sesso-con-le-groupies-poco-rispetto-per-la-mia-privacyr.html Kiedis: «odio il sesso con le groupies. Mi piace mantenere la mia privacy»]'', ''Venicequeen.it'', 21 novembre 2016.</ref>
*Mi dico sempre: un passo alla volta. Quando mi piace una base musicale è molto difficile che non riesca a trovare il modo di tirare fuori le parole che voglio. A volte ci vuole un giorno, altre volte un mese.<ref name=croci/>
*Mi pento di essere stato aggressivo con qualcuno, delle volte che ho dimostrato violenza, ignoranza e mancanza di sensibilità nei confronti di altre persone. Ecco, vorrei essere stato più gentile verso il mondo.<ref name=croci/>
*Mi viene da vomitare, ogni volta che sto per salire sul palco [...]. Non sarei in grado di esibirmi se non fossi così nervoso.<ref name=mtv4/>
*Non c'è una gerarchia perché siamo una squadra, lavoriamo come una squadra di basket sin dal primo giorno dei Red Hot Chili Peppers non c'è mai stato un capo, siamo per la totale eguaglianza. Ci dividiamo sempre in parti uguali il credito per le composizioni e il resto. Siamo come un puzzle a quattro pezzi che funziona alla perfezione solo quando ognuno dà il suo input. Questo è uno dei motivi che ci tiene uniti e forti, il fatto che non si tratta di una sola visione o di una sola persona, ma di quattro che si uniscono per fare un'insieme migliore. Come per una squadra, non si può vincere un campionato con un solo buon giocatore.<ref name=milano/>
*{{NDR|[[Donald Trump]]}} Non è una persona piacevole, anzi lo definirei un cartoon. Dice cose molto irreali sui musulmani e sulle razze in generale che non hanno nessun senso. Come in tutte le razze o religione ci sono persone buone o cattive.<ref>Dall'intervista rilasciata a ''Classic Rock''; citato in ''[http://www.virginradio.it/news/rock-news/214199/red-hot-chili-peppers--i-rifiuti-di-david-bowie-a-lavorare-con-noi-ed-il-nostro-no-a-donald-trump--.html- Red Hot Chili Peppers: i rifiuti di David Bowie a lavorare con noi ed il nostro no a Donald Trump]'', ''VirginRadio.it'', 13 luglio 2016.</ref>
*Non siamo mai stati confusi sul fatto che tutto sarebbe dovuto essere uguale: la condivisone del lavoro, la condivisione del denaro, della gioia, del dolore. Si è trattato per noi del grande passo verso la giusta direzione per avere il potenziale per la longevità, perché molte band litigano dicendo "Hey, quello l'ho scritto io!" Noi ci amiamo e ci rispettiamo; litighiamo regolarmente. Le nostre attitudini, i nostri modi, e i nostri ego si scontrano, ma siamo in grado di farcela. Siamo stati capaci di fare a pugni. Io e Flea siamo come fratelli. Non penso che la nostra amicizia possa mai finire, perché non puoi abbandonare tuo fratello. Non puoi e basta.<ref>Dall'intervista rilasciata all'''Entertaiment Weekly''; citato in ''[http://www.venicequeen.it/cms/News/kiedis-ljohn-frusciante-e-ancora-interessato-al-nostro-lavoror.html Kiedis: «John Frusciante è interessato al nostro lavoro. Nessuna acidità tra noi»]'', ''Venicequeen.it'', 23 giugno 2016.</ref>
*Non so se sia un segreto, ma sin dall'inizio abbiamo deciso di condividere tutti i nostri guadagni in parti uguali. Nessuno prende di più o di meno. Non importa se Chad non scrive i testi, o se la canzone che abbiamo scelto ha il 40% di Josh e il 60% di Flea. "We don't give a fuck". Siamo tutti uguali, ognuno a suo modo fa la sua parte, mai litigato per i soldi. L'aspetto monetario uccide tante band. Siamo tutti molto creativi e ognuno di noi ha la propria personalità. Litighiamo e spesso ci mandiamo a fare in culo, ma troviamo sempre una soluzione per risolvere i problemi. Siamo tutti egocentrici, ma siamo anche persone oneste, siamo loving people. Non siamo cattivi, non abbiamo secondi fini. Stronzi sì, ma anche capaci di dimenticare i momenti negativi e andare oltre. Siamo fratelli. Arriviamo sempre a un compromesso. Siamo sempre sinceri uno con l'altro. E poi, quando suoniamo insieme, ci divertiamo ancora tantissimo. E questa è la cosa più importante.<ref name=croci/>
*Non vogliamo piacere a tutti! Anche se amo che succeda! Amo che i bambini ci seguono, è una sensazione fantastica. Credo sia una delle tante emozioni più soddisfacenti del mondo. Ho incontrato un bambino di tre anni che cantava "By the Way" o "Californication" e sapeva tutte le parole meglio di me, visto che me le scordo sempre! È stata una bella sensazione.<ref name=mtv5/>
*Pensavo: forse farò l'attore, forse lo scrittore. Magari sarò un ladro di professione. Finii nella musica perché tutti i miei amici andavano in quella direzione. Così, già poeta frustrato in tenera età, cominciai a scrivere canzoni. All'inizio sembrava uno scherzo, ma quando cominciammo a confrontare le nostre "arti", la loro musica e le mie parole, ci accorgemmo che qualcosa di speciale stava succedendo, che avremmo dovuto andare avanti e dalla scintilla far sprigionare il fuoco.<ref name=repubblica>Citato in ''[http://www.repubblica.it/supplementi/musica/19990701/artic_1.html Red Hot Chili Peppers. Il figlio prodigo è tornato]'', ''Repubblica.it'', 1 luglio 1999.</ref>
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