Differenze tra le versioni di "Lev Tolstoj"

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==''"Perché la gente si droga?" e altri saggi su società, politica e religione''==
===''NonIl uccidereprimo gradino'' (19001892)===
*[...] come è possibile che quell'organizzazione di persone – di [[anarchia|anarchici]], come si dice oggi – che ha mandato Bresci, e che continua a minacciare altri imperatori, non sappia escogitare nulla di meglio, per migliorare la condizione della gente, se non l'assassinio di coloro, la cui eliminazione può risultare altrettanto utile, quanto il tagliar la testa a quel mostro delle fiabe, a cui al posto della testa tagliata ne ricresce subito un'altra?
*Perché non vi siano né l'oppressione del popolo né le inutili [[guerra|guerre]], e perché nessuno s'indigni più contro coloro che sembrano essere i colpevoli di tutto ciò, occorrerebbe in realtà ben poco, e precisamente e unicamente che gli uomini capiscano come stanno veramente le cose, e le chiamino con il loro nome; e sappiano che un esercito è uno strumento d'omicidio e che il costruire e comandare un esercito – ovverosia ciò di cui si occupano con tanta disinvoltura i re, gli imperatori, i presidenti – è soltanto una preparazione all'omicidio.<br />Basterebbe che ogni re, imperatore, o presidente comprendesse che i suoi doveri di comandante in capo delle forze armate non sono affatto un incarico onorevole e importante, come gli fan credere i suoi adulatori, bensì un malvagio e vergognoso prepararsi all'omicidio; e che ogni privato cittadino comprendesse che il pagamento delle tasse, con le quali si arruolano e si armano i soldati, e a maggior ragione il prestar servizio militare, non sono affatto azioni senza importanza, bensì azioni malvagie e vergognose, e costituiscono non soltanto una connivenza ma una vera e propria complicità ad un omicidio – e subito si vanificherebbe da sé tutto quel potere degli imperatori, dei presidenti e dei re che tanto ci indigna, e per il quale adesso si continua ad assassinarli.<br />Per cui non occorre assassinare gli Alessandri, i Carnot, gli Umberti e gli altri, ma occorre spiegar loro che sono essi stessi degli assassini, e occorre soprattutto non permettere loro di assassinare altra gente, rifiutare di assassinare su loro comando.
 
==='' Risposta alla deliberazione del sinodo'' (1901)===
*Nella deliberazione viene detto: «Scrittore di fama mondiale, russo di nascita, ortodosso per battesimo ed educazione, il conte Tolstoj, irretito dalla sua mente orgogliosa, è insorto con insolenza contro il Signore e contro il Cristo Suo e contro il Suo santo retaggio, apertamente ed innanzi a tutti egli ha rinnegato quella madre che l'aveva allevato ed educato, la Chiesa Ortodossa».<br />Che io abbia rinnegato quella chiesa che si dà il nome di ortodossa è assolutamente giusto. Ma se l'ho rinnegata, non è perché io sia insorto contro il Signore; al contrario, è stato unicamente perché desideravo servirLo con tutte le forze della mia anima. Prima di ripudiare la chiesa e quella comunione con il mio popolo che mi era indicibilmente cara, io ho dedicato parecchi anni ad una analisi teorica e pratica della dottrina della chiesa [...].
*Io non mi sono mai dato pensiero della diffusione della mia dottrina. Certo, per me medesimo ho espresso in alcune mie opere il modo di intendere la dottrina di Cristo, e non ho tenuto nascoste tali opere a coloro che avevan desiderio di venirne a conoscenza, ma dal canto mio non mi son mai dato cura di stamparle; e ho parlato alla gente del mio modo di intendere la dottrina di Cristo solamente quando qualcuno m'ha fatto domande in proposito. A costoro ho detto ciò che penso, e ho dato i miei libri, quando ne avevo.
*Ma il [[Dio]] Spirito, il Dio amore, l'unico Dio principio di tutto, non soltanto non lo rinnego, ma non ritengo che esista realmente nulla all'infuori di Dio, e tutto il senso della vita lo vedo unicamente nell'adempimento della [[volontà di Dio]] così come essa è espressa nella dottrina cristiana.
*Io non dico che la mia fede sia l'unica indubbia e autentica in ogni tempo, ma non ne vedo un'altra che sia più semplice, più chiara e che più di questa risponda alle esigenze della mia mente e del mio cuore; se la dovessi scoprire, la accoglierei immediatamente, poiché a Dio non occorre null'altro che la verità. Ma tornare a ciò da cui con tante sofferenze sono appena riuscito ad uscire, questo io non posso farlo in nessun modo, così come un uccello che già vola non può entrare nel guscio di quell'uovo da cui è uscito.
 
===''Il primo gradino'' (1902)===
*Le [[virtù]] di [[Platone]] partivano dalla temperanza, e attraverso il coraggio e la saggezza giungevano sino alla giustizia; le virtù cristiane partono dall'abnegazione, e attraverso la dedizione alla volontà divina giungono all'amore.
*Il cristiano, come anche il pagano, non può non incominciare il lavoro del proprio perfezionamento partendo dall'inizio, ovverosia da quel medesimo punto da cui parte anche il pagano, e precisamente dalla [[temperanza]], proprio così come uno che vuol salire una scala non può non cominciare dal primo gradino.
====Citazioni su ''Il primo gradino''====
*La pubblicazione di questo breve saggio [...] ebbe un effetto piuttosto sconvolgente sulla società russa dei suoi giorni, e grazie a quel saggio molti uomini intelligenti e sensibili decisero di divenire vegetariani. ([[Valentin Bulgakov]])
 
===''IlNon primo gradinouccidere'' (19021900)===
*[...] come è possibile che quell'organizzazione di persone – di [[anarchia|anarchici]], come si dice oggi – che ha mandato Bresci, e che continua a minacciare altri imperatori, non sappia escogitare nulla di meglio, per migliorare la condizione della gente, se non l'assassinio di coloro, la cui eliminazione può risultare altrettanto utile, quanto il tagliar la testa a quel mostro delle fiabe, a cui al posto della testa tagliata ne ricresce subito un'altra?
*Perché non vi siano né l'oppressione del popolo né le inutili [[guerra|guerre]], e perché nessuno s'indigni più contro coloro che sembrano essere i colpevoli di tutto ciò, occorrerebbe in realtà ben poco, e precisamente e unicamente che gli uomini capiscano come stanno veramente le cose, e le chiamino con il loro nome; e sappiano che un esercito è uno strumento d'omicidio e che il costruire e comandare un esercito – ovverosia ciò di cui si occupano con tanta disinvoltura i re, gli imperatori, i presidenti – è soltanto una preparazione all'omicidio.<br />Basterebbe che ogni re, imperatore, o presidente comprendesse che i suoi doveri di comandante in capo delle forze armate non sono affatto un incarico onorevole e importante, come gli fan credere i suoi adulatori, bensì un malvagio e vergognoso prepararsi all'omicidio; e che ogni privato cittadino comprendesse che il pagamento delle tasse, con le quali si arruolano e si armano i soldati, e a maggior ragione il prestar servizio militare, non sono affatto azioni senza importanza, bensì azioni malvagie e vergognose, e costituiscono non soltanto una connivenza ma una vera e propria complicità ad un omicidio – e subito si vanificherebbe da sé tutto quel potere degli imperatori, dei presidenti e dei re che tanto ci indigna, e per il quale adesso si continua ad assassinarli.<br />Per cui non occorre assassinare gli Alessandri, i Carnot, gli Umberti e gli altri, ma occorre spiegar loro che sono essi stessi degli assassini, e occorre soprattutto non permettere loro di assassinare altra gente, rifiutare di assassinare su loro comando.
 
==='' Risposta alla deliberazione del sinodo'' (1901)===
*Nella deliberazione viene detto: «Scrittore di fama mondiale, russo di nascita, ortodosso per battesimo ed educazione, il conte Tolstoj, irretito dalla sua mente orgogliosa, è insorto con insolenza contro il Signore e contro il Cristo Suo e contro il Suo santo retaggio, apertamente ed innanzi a tutti egli ha rinnegato quella madre che l'aveva allevato ed educato, la Chiesa Ortodossa».<br />Che io abbia rinnegato quella chiesa che si dà il nome di ortodossa è assolutamente giusto. Ma se l'ho rinnegata, non è perché io sia insorto contro il Signore; al contrario, è stato unicamente perché desideravo servirLo con tutte le forze della mia anima. Prima di ripudiare la chiesa e quella comunione con il mio popolo che mi era indicibilmente cara, io ho dedicato parecchi anni ad una analisi teorica e pratica della dottrina della chiesa [...].
*Io non mi sono mai dato pensiero della diffusione della mia dottrina. Certo, per me medesimo ho espresso in alcune mie opere il modo di intendere la dottrina di Cristo, e non ho tenuto nascoste tali opere a coloro che avevan desiderio di venirne a conoscenza, ma dal canto mio non mi son mai dato cura di stamparle; e ho parlato alla gente del mio modo di intendere la dottrina di Cristo solamente quando qualcuno m'ha fatto domande in proposito. A costoro ho detto ciò che penso, e ho dato i miei libri, quando ne avevo.
*Ma il [[Dio]] Spirito, il Dio amore, l'unico Dio principio di tutto, non soltanto non lo rinnego, ma non ritengo che esista realmente nulla all'infuori di Dio, e tutto il senso della vita lo vedo unicamente nell'adempimento della [[volontà di Dio]] così come essa è espressa nella dottrina cristiana.
*Io non dico che la mia fede sia l'unica indubbia e autentica in ogni tempo, ma non ne vedo un'altra che sia più semplice, più chiara e che più di questa risponda alle esigenze della mia mente e del mio cuore; se la dovessi scoprire, la accoglierei immediatamente, poiché a Dio non occorre null'altro che la verità. Ma tornare a ciò da cui con tante sofferenze sono appena riuscito ad uscire, questo io non posso farlo in nessun modo, così come un uccello che già vola non può entrare nel guscio di quell'uovo da cui è uscito.
 
==''Perché vivo? Riflessioni sullo scopo e il significato dell'esistenza''==