Differenze tra le versioni di "Lev Tolstoj"

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*Lev Nikolajevič manda un odore di chiesa, molto severo: di cipressi, di pinete, di pane consacrato. ([[Valentin Bulgakov]])
*Lo sforzo lo richiede, e notevole, la biografia tolstoiana: per non smarrirsi tra le sue fasi, tanto radicalmente diverse l'una dall'altra, contraddittorie, e tanto intense tutte, mai «minori» – giacché in ciascuna di esse Tolstòj metteva immancabilmente tutto sé stesso, con aria di trionfo, con la felicità di chi finalmente ritiene di aver trovato la chiave suprema, il culmine di sé. E lo sforzo si fa tanto più complesso, in quanto molte di quelle fasi contrastanti sono parallele, convivono per lunghi tratti in Tolstòj senza ostacolarsi. ([[Igor Sibaldi]])
*Nel valutare il carattere di Tolstoj, è giusto ricordare il notevole processo di evoluzione di cui quest'uomo straordinario fu un esempio vivente. Per natura fiero, impaziente e passionale, la sua rinascita spirituale fu il risultato di incessanti dolori inferti al suo stesso carattere. Se confrontiamo la sua gioventù con gli ultimi anni della sua vita, è evidente quanto grande sia stata la lotta spirituale che quest'uomo ha affrontato. Il processo di evoluzione morale, così illustrato nella sua esperienza, è particolarmente istruttivo e in realtà, suggerisco, è la cosa più preziosa che egli ci abbia lasciato in eredità. ([[Valentin Bulgakov]])
*Noi abbiamo due zar: [[Nicola II di Russia|Nicola II]] e Lev Tolstòj. Qual è il piú forte? Nicola II è impotente contro Tolstòj, non può scuotere il suo trono, mentre Tolstòj è senza dubbio in grado di scuotere il trono di Nicola II e della sua dinastia. Lo si maledice, il Sinodo lancia l'anatema contro di lui. Tolstòj risponde, e la sua risposta circola manoscritta e compare nei giornali stranieri. Che qualcuno provi solo a toccare Tolstòj, il mondo intero urlerà e la nostra amministrazione sarà costretta ad abbassare la cresta! ([[Aleksej Sergeevič Suvorin]])
*Quale dramma terribile e commovente!<br />Lo scrittore amato e stimato dal mondo intero, all'età di ottantadue anni era costretto a fuggire di notte, come un criminale, dalla sua casa paterna. A fuggire da quell'abisso insondabile che è scavato fra gli uomini dalla differenza degli istinti che dirigono la loro attività!<br />Tolstoj correva attraverso il vasto giardino sul piccolo sentiero che conduceva alla scuderia. Correva attraverso l'immenso giardino in una notte nera e gelata di fine ottobre.<br />Dietro di lui il terribile incubo di essere afferrato e tuffato di nuovo in quell'ambiente dove era stato costretto a soffocare per trenta lunghi anni! Davanti a lui la libertà morale, la libertà attesa da così lungo tempo, da così lungo tempo desiderata! La possibilità di far riposare la sua anima, almeno negli ultimi giorni della sua vita. La possibilità di compiere il suo dovere più sacro davanti alla sua coscienza, davanti all'umanità lavoratrice!... Gli avevano tolto la possibilità di vivere, ma ora, almeno, avrebbe potuto morire onestamente. ([[Victor Lebrun]])