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*Infatti [[vita e morte|vivere]] male, ossia senza saggezza né temperanza e santità, come affermava Democrate<ref>Probabilmente un oratore attico (cfr. Aristotele, ''Rhetorica'', 1407a). {{NDR|nota del traduttore}}</ref>, non è solo vivere male bensì continuare a [[vita e morte|morire]] per un tempo indefinito. (IV; 2015, p. 416)
== ''Vita di [[Plotino]]'' ==
*Amelio mi ha raccontato che Plotino stesso incitava i presenti a porre domande, e perciò vi erano una gran confusione e un gran parlare a vuoto. (3)<ref>Citato in Canfora p.606</ref>
*{{NDR|su Plotino che rifiutava di farsi ritrarre}} Non basta trascinare questo simulacro di cui la natura ci ha voluto rivestire? Pretendete addirittura che io consenta a lasciare più durevole immagine di tale simulacro, come se davvero fosse qualcosa che valga la pena di vedere? <ref name=":0" />
*[[Plotino]] sembrava uno che si vergogna di essere dentro un corpo. In base ad un tale atteggiamento, non tollerava di parlare né della propria nascita, nei dei genitori, né della sua patria.<ref name=":0">Canfora p.604</ref>
*Quando scriveva qualcosa, Plotino mai vi sarebbe ritornato su; non si rileggeva nemmeno, perché la sua vista era troppo debole per potergli servire anche per la rilettura. Vergava male le lettere, non separava chiaramente le sillabe e non si dava alcun pensiero dell'ortografia. Sua unica preoccupazione era il senso; con grande nostra ammirazione, lui seguitò così per tutto il resto della sua vita. Lui, il suo trattato lo componeva dapprima dentro di sé, poi metteva per iscritto tutto quello che aveva pensato, senza interrompersi, come se stesse copiando da un libro. (8)
*Gli dei debbono visitarmi, non io recarmi da loro. (10) <ref>Citato in Canfora p.631</ref>
 
==Citazioni su Porfirio==
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