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*[[Plotino]] sembrava uno che si vergogna di essere dentro un corpo. In base ad un tale atteggiamento, non tollerava di parlare né della propria nascita, nei dei genitori, né della sua patria.<ref name=":0">Canfora p.604</ref>
*Quando scriveva qualcosa, Plotino mai vi sarebbe ritornato su; non si rileggeva nemmeno, perché la sua vista era troppo debole per potergli servire anche per la rilettura. Vergava male le lettere, non separava chiaramente le sillabe e non si dava alcun pensiero dell'ortografia. Sua unica preoccupazione era il senso; con grande nostra ammirazione, lui seguitò così per tutto il resto della sua vita. Lui, il suo trattato lo componeva dapprima dentro di sé, poi metteva per iscritto tutto quello che aveva pensato, senza interrompersi, come se stesse copiando da un libro. (8)
*Gli dei debbono visitarmi, non io recarmi da loro. (10)
 
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