Differenze tra le versioni di "Luigi Pirandello"

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*L'umorismo pirandelliano smonta la convenzione logica, servendosi della logica, la convenzione sociale, servendosi delle figure della falsa coscienza, , distrugge la maschera con la maschera: quella della protettiva e rassicurante costruzione logica, per esempio, con la maschera della follia, per la quale la logica «vola come una piuma». In questo sta il percorso straniante di una scrittura nella quale i discorsi simmetricamente antagonisti, le antilogie, diventano corpi lottanti, corpi avvinghiati nella contraddizione. ([[Ferruccio Masini]])
*La prima qualità delle anime candide è la incapacità di accettare i giudizi altrui e farli propri... Luigi Pirandello si affacciò anima candida alla vita e alla intelligenza delle cose, in uno dei tempi meno candidi che si possono immaginare... ([[Massimo Bontempelli]])
*La storia dei fatti è «lunga», quella del pensiero «breve», non nel senso della durata ma della sintesi. La metafisica di Pirandello, diversamente da quella più falsa di [[Antonio Fogazzaro|Fogazzaro]], è tale proprio perché proiettata, e se egli seppe rovesciare l'incerto sopramondo dannunziano, il suo storicismo fu in realtà – come in tutti i veri scrittori – un esorcismo, un uscire dalla storia dopo averla evocata, vissuta e interpretata, per liberarsene affidandola a quella continua dialettica di essa che è il tempo. ([[Ornella Sobrero]])
*La sua lingua, al principio ripicchiata e di vocabolario, diviene nel meglio della sua opera un modo d'esprimersi naturale, come si esprimono gli elementi nella luce; le sue manie a un certo punto investono l'uomo e divengono rimpianti di angeli decaduti, incubi, segni del destino. Tanto è vero che non c'è grande poeta senza idee fisse. ([[Corrado Alvaro]])
*L'opera di Pirandello si riannoda storicamente a quella rinascita della letteratura religiosa, che sotto forme più varie ed eterodosse cela il grande mistero dell'anima ''naturaliter christiana''. Dopo il naturalismo e il verismo positivista della seconda metà dell'Ottocento, l'opera di Pirandello segna una via ed un metodo nuovo. Egli appartiene alla grande famiglia dei [[Fëdor Dostoevskij|Dostojewski]], dei [[Lev Tolstoj|Tolstoi]], dei [[Giovanni Verga|Verga]] che attraverso i loro difetti mantennero intatta una fede nella vita e nell'umanità. Non somiglia per nulla agli scettici tipo [[George Bernard Shaw|Shaw]], tipo [[André Gide|Gide]], tipo [[Miguel de Unamuno|Unamuno]], agli inumani analisti come [[James Joyce|Joyce]], come [[Marcel Proust|Proust]], come [[Italo Svevo|Svevo]], agli sperimentatori in astratto come [[Aldous Huxley|Huxley]], come [[Thomas Mann|Mann]], ai ricercatori di basso naturalismo come [[Jakob Wassermann|Wassermann]], come [[John Dos Passos|Dos Passos]], come insomma tutti i grandi corruttori del romanzo contemporaneo. ([[Pietro Mignosi]])