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{{NDR|Frammento 1; traduzione in ''Oratori attici minori'', pp. 119-121}}
 
*Come ho già detto parlando dinanzi al popolo, voi concedete volentieri agli strateghi ed ai ''rhèthores'' di trarre grossi vantaggi dalle loro attività pubbliche; certo non sono lale leggeleggi a consentire ciò, ma la vostra dolcezza e tolleranza. Giacché di una cosa comunque vi preoccupate: che il denaro che questi rubano non venga rubato contro i vostri interessi ma per favorirvi. In particolare per quel che riguarda [[Demostene]] e [[Demade]] ho calcolato che, tra decreti e progenie, hanno intascato all'incirca settanta talenti ciascuno, a parte quello che hanno ricevuto dal re di [[Persia]] ed Alessandro. Eppure non è bastato loro tutto questo, Hanno addirittura voluto addirittura lucrare sul corpo stesso della città… <ref>[[Luciano Canfora]], ''Storia della Letteratura Greca'' Laterza p.388 ISBN 88-421-0205-9</ref>
 
===''Per Licofrone''===
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