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====[[Incipit]]====
Personalmente, signori giudici, come appunto dicevo poco fa a quelli seduti accanto a me, il fatto che mi stupisce è questo qui: che, per Zeus, [[Demostene]] sia il solo uomo in Atene nei cui confronti non abbiano vigore né le leggi che prescrivono la validità di ogni contratto stipulato da una persona in suo proprio danno, né i decreti del popolo, secondo i quali voi avete giurato di dare il vostro voto. Tanto più che questi decreti non sono stati proposto da nessuno dei nemici di Demostene, ma da lui stesso, e il popolo li ha votati dietro suo invito e quasi con il suo volontario consenso alla propria sentenza di morte ...<ref name=lac>In ''Oratori attici minori'' i "..." segnalano una lacuna del papiro che tramanda l'orazione.</ref> Eppure il buon diritto, signori giudici, è semplice, penso, da stabilire: esso è in nostro favore contro Demostene. Come nelle cause private molte controversie si decidono per mezzo di intimazioni, analogamente anche quest'affare è già bell'e deciso. Consideratelo, signori giudici, nel modo seguente. Il popolo ti accusò, Demostene, di aver ricevuto venti talenti contro l'interesse dello stato e contro le leggi. Tu negasti di averli ricevuti e redigesti un'intimazione in forma di decreto, che presentasti al popolo, rimettendoti per le accuse che ti erano state mosse all'arbitrato del consiglio dell'Areopago ...<ref name=lac/>
 
{{NDR|Frammento 1; traduzione in ''Oratori attici minori'', pp. 119-121}}
 
*Come ho già detto parlando dinanzi al popolo, voi concedete volentieri agli strateghi ed ai ''rhèthores'' di trarre grossi vantaggi dalle loro attività pubbliche; certo non sono la legge consentire ciò, ma la vostra dolcezza e tolleranza. Giacché di una cosa comunque vi preoccupate: che il denaro che questi rubano non venga rubato contro i vostri interessi ma per favorirvi. In particolare per quel che riguarda [[Demostene]] e [[Demade]] ho calcolato che, tra decreti e progenie, hanno intascato all'incirca settanta talenti ciascuno, a parte quello che hanno ricevuto dal re di [[Persia]] ed Alessandro. Eppure non è bastato loro tutto questo, Hanno addirittura voluto addirittura lucrare sul corpo stesso della città… <ref>[[Luciano Canfora]], ''Storia della Letteratura Greca'' Laterza p.388 ISBN 88-421-0205-9</ref>
 
===''Per Licofrone''===
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