Differenze tra le versioni di "Renaud Camus"

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*È la seconda carriera di [[Adolf Hitler]]. Meno orribile della prima, ma dalle conseguenze anche più profonde. Il cancro hitleriano venne estirpato dai medici in modo tale che venisse asportato non soltanto il tumore, ma anche le funzioni vitali. Soltanto nel [[Sessantotto|1968]], la data simbolica dell'avvento al potere nel mondo della piccola borghesia, si videro gli effetti della grande distruzione hitleriana. Il paziente è vivo, ma anche morto. Non ha cuore, non ha cervello, non ha stomaco, non ha nervi, non ha sesso, non ha orgoglio, non ha reazione di sorta. L'Europa vede un progetto di conquista, in passato resistevano, ma oggi la reazione è: "Poveri conquistatori, spero non abbiano problemi". È come se [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta d'Inghilterra]] avesse detto della Invincibile Armada: "Quei poveri spagnoli, con quel mare cattivo, sono preoccupata".
*Non è una teoria, un concetto o una nozione: è un fatto. I popoli europei sono sostituiti da popoli non europei. Lo comprendi dalla demografia, paragonando i non europei e gli europei dall'età: la proporzione è ancora bassa per le persone sopra i settant'anni, ma è enorme sotto i cinque. La [[Francia]] è come una vecchia badante che alleva i figli di un altro popolo. E devi essere davvero vanitoso, naïf se pensi che questi popoli abbiano la stessa idea di nazione, di cultura, di civiltà, di identità. Questo "sostituismo", come lo chiamo io, è la base ideologica della Grande Sostituzione, è una concezione dell'esistenza. È una ideologia della intercambiabilità. E le condizioni sono la Grande Esculturazione, l'insegnamento dell'oblio, l'industria dell'ebetudine.
 
{{Intestazione|Antonio Rapisarda, ''[http://www.iltempo.it/esteri/2016/04/21/uno-spettro-si-aggira-in-europa-il-suo-nome-e-sostituzionismo-1.1531597 «Uno spettro si aggira in Europa. Il suo nome è sostituzionismo»]'', ''il Tempo.it'', 21 aprile 2016}}
*Il "sostituzionismo" è il figlio mostruoso della Rivoluzione industriale, nella sua fase tardiva, fordista, taylorista, e dell'antirazzismo anche lui al suo stadio senile. Le due tradizioni convergono per promuovere l'uomo sostituibile, de-originato, de-etnicizzato, de-storicizzato, de-culturalizzato, de-civilizzato, ebete. Intercambiabile, appunto. Questa "industria dell'ebetizzazione", attraverso l'insegnamento della dimenticanza nelle scuole e l'imbecillimento delle masse attraverso la televisione, produce una materia umana indifferenziata che si vende in vasi di conserva, su cui è scritto a grosse lettere il nome della marca: "Diversità".
*È stata ingaggiata una gara mortale fra i due totalitarismi che si dividono la zona occidentale, il "sostituzionismo" e l'Islam. [...] Ma la guerra è inevitabile. [...] I rimpiazzanti non sono per nulla sostituzionisti, loro. Al contrario, sono feroci identitari, fieri della loro appartenenza, dei loro codici di comportamento diversi, del loro spirito di conquista e, soprattutto, della loro religione.
*Il sostituzionismo è il mondo del falso, del doppio, dell'ersatz. Io chiamo questo mondo il "fauxel", il reale ribaltato, il reale falso. Lo scambio di tutto con il suo doppio meno costoso implica la proletarizzazione così suggestiva della nostra società. Se le persone del 1900 o anche del 1950 ritornassero nelle nostre città, penserebbero che sono abitate solo da clochard, vestiti male, che si comportano altrettanto male e parlano male la loro stessa lingua. Ma la sostituzione etnica fa sì che questa proletarizzazione diventi sempre di più una "terzomondizzazione". Su un terzo del suo territorio, Parigi è Bamako, Marsiglia è la banlieue nord di Algeri. È così rassicurante per l'uomo, in fondo: è l'uomo che conta, e non certo le materie prime. Ma con una popolazione del terzo mondo, un paese europeo diventa del terzo mondo.
 
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