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*Carissimo. Sono certa che sto impazzendo di nuovo. Sono certa che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. Comincio a sentire voci e non riesco a concentrarmi. Quindi faccio quella che mi sembra la cosa migliore da fare. Tu mi hai dato la più grande felicità possibile. Sei stato in ogni senso tutto quello che un uomo poteva essere. So che ti sto rovinando la vita. So che senza di me potresti lavorare e lo farai, lo so... Vedi non riesco neanche a scrivere degnamente queste righe... Voglio dirti che devo a te tutta la felicità della mia vita. Sei stato infinitamente paziente con me. E incredibilmente buono. Tutto mi ha abbandonata tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinare la tua vita. Non credo che due persone avrebbero potuto essere più felici di quanto lo siamo stati noi. ([[Virginia Woolf]])
::<small>28 marzo 1941. Queste parole sono tratte dalla ''Lettera di addio al marito'' che Virginia scrisse prima di suicidarsi.</small>
 
*Ave Maria. ([[Massimiliano Maria Kolbe]])
::<small>14 agosto 1941. Secondo quanto riferisce la testimonianza di Franciszek Gajowniczek, Padre Kolbe avrebbe riferito ad Hans Bock, delinquente comune, capoblocco dell'infermeria dei detenuti di Auschwitz, queste parole, quando gli eseguì l'iniezione mortale nel braccio.
 
*Un [[Gonzaga]] non si arrende mai. Viva l'’Italia! ([[Ferrante Vincenzo Gonzaga]])<br/><small>''o secondo altre testimonianze''</small><br/>Allarmi!
Utente anonimo