Differenze tra le versioni di "Giuseppe Antonio Borgese"

Inserisco citazioni. Nel testo di Binni: «una Divina Commedia capovolta»
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(Inserisco citazioni. Nel testo di Binni: «una Divina Commedia capovolta»)
==Citazioni di Giuseppe Antonio Borgese==
*Il tema più essenziale della letteratura italiana, finché essa si è mantenuta sui vertici, è quello del Giudice divino e della [[Maria|Vergine]]. [..] La letteratura e l'arte italiana sorsero da un ceppo religioso e di esso continuarono a nutrirsi. Protagonista fu il Pantocrator, il Cristo vincente della Divina Commedia e del Giudizio universale. Eroina fu la Paneghia, la tutta santa, la tutta pura, la Vergine amata. (da ''Il senso della letteratura italiana'', F.lli Treves, 1931)
*L'arte del [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]}} è un'avventura del nostro spirito, la più frusciante di sete, la più densa di profumi; di tutte la più sterile ed amara.<ref>Citato in ''I classici italiani nella storia della critica'', opera diretta da [[Walter Binni]], vol. II, ''da [[Giambattista Vico|Vico]] a [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]'', La Nuova Italia, Firenze, 1974, p. 690.</ref>
*{{NDR|Su Maia, Laus vitae di [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]}} Scritta precipitosamente nel tempo, essa è vertiginosa nel ritmo... La esaltazione della sfrenata libertà individuale che è nel concetto si manifesta anche nella forma: la pindarica strofa di ventun versi, rapida come un galoppo serrato, rapinosa come un torrente, col suo battito violento imprime al poema una tale velocità che perfin le lunghissime enumerazioni e le quasi indiane verbosità rotolano come valanghe, e gli ottomilaquattrocento versi della Laude si slanciano verso la fine con la snellezza delle dieci strofe di un inno guerresco... Energiche, fresche, vibranti sono le parole... Diritto e fugace il periodo.<ref>Da ''Gabriele D'annunzio'', Napoli, 1909; citato in De Marchi e Palanza, ''Protagonisti della civiltà letteraria nella critica, Antologia della critica Letteraria dalle Origini ai nostri giorni'', Casa Editrice Federico & Ardia, Napoli, 1974, pp. 702-703.</ref>
*{{NDR|Su Maia, Laus vitae di [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]}} [...] una Divina Commedia capovolta [...]<ref>Citato in ''I classici italiani nella storia della critica'', opera diretta da [[Walter Binni]], vol. II, ''da [[Giambattista Vico|Vico]] a [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]'', La Nuova Italia, Firenze, 1974, p. 690.</ref>
*{{NDR|A proposito de ''[[I fratelli Karamàzov]]''}} Vanno oltre il bello. Essi raggiungono la dignità del libro sacro. (citato in [[Igor Sibaldi]], ''Introduzione'', in Fëdor Dostoevskij, ''I fratelli Karamàzov'', Mondadori, Milano, 1994, p. XIV. ISBN 88-04-52723-4)