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sistemo e raggruppo ''Adversus Iovinianum''
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(sistemo e raggruppo ''Adversus Iovinianum'')
 
*[[Davide]] è il nostro [[Simonide]], il nostro [[Pindaro]], il nostro [[Alceo]], il nostro [[Gaio Valerio Flacco|Flacco]], il nostro [[Catullo]].<br />È la lira che canta Cristo! (da ''Epistula LIII ad Paulinum'')<ref>Citato in [[Gianfranco Ravasi]], ''L'incontro: ritrovarsi nella preghiera'', Oscar Mondadori, Milano, 2014, p. 13. ISBN 978-88-04-63591-8</ref>
 
*[[Dicearco]], nei suoi libri sull'antichità greca, riferisce che sotto il segno di Saturno, quando la Terra era ancora spontaneamente fertile, [[Vegetarianismo|nessun uomo mangiava carne]], vivendo tutti di frutti e legumi che crescevano naturalmente. (da ''Adversus Iovinianum''<!--, L. II-->)<ref>Citato in [[Jean Jacques Rousseau]], ''Discorso sull'origine e i fondamenti della disuguaglianza'', in ''Scritti politici'', vol. 1, a cura di Maria Garin, Laterza, Bari, 1971; citato in Gino Ditadi, ''I filosofi e gli animali'', vol. 2, Isonomia editrice, Este, 1994, p. 707. ISBN 88-85944-12-4</ref>
 
*Fai di necessità virtù.
:''Facis de necessitate virtutem''. (da ''Apologia adversus Libros Rufini'')
 
*Fino al diluvio non si conosceva il piacere dei pasti a base di carne ma dopo questo evento ci è stata riempita la bocca di fibre e di secrezioni maleodoranti della carne degli animali [...]. Gesù Cristo, che venne quando fu compiuto il tempo, ha collegato la fine con l'inizio. Pertanto ora non ci è più consentito di mangiare la carne degli animali. (da ''Adversus Iovinianum'', I<!-- , 30? La citazione è al cap. 18 secondo la numerazione in https://en.wikisource.org/wiki/Against_Jovinianus -->)
 
*I [[Privilegio|privilegi]] di pochi non costituiscono legge. (da ''Commenti biblici'')
:''Privilegia paucorum non faciunt legem''. (''Jonam'')
 
*Il suo discepolo più famoso {{NDR|di [[Antistene]]}} fu [[Diogene di Sinope|Diogene]], il quale riuscì a spuntarla su [[Alessandro Magno|Alessandro]] e vinse sulla natura umana. (da ''Adversus Iovinianum'', II, 14)<ref>Citato in Aa. Vv., ''L'anima degli animali'', a cura di Pietro Li Causi e Roberto Pomelli, Einaudi, Torino, 2015, p. 417.</ref>
 
*Non [[Applauso|plausi]] ma lacrime e sospiri.<ref>Citato in [[Guglielmo Audisio]], ''Lezioni di eloquenza sacra'', Giacinto Marietti, Torino, 1870.</ref>
*Vorrei proprio che mi capitasse quello che [[Tito Livio]] dice di [[Marco Porcio Catone|Catone]]: "Alla sua gloria nessuno portò giovamento con le sue lodi, né nocumento con le sue accuse, anche se l'uno e l'altro atteggiamento ebbero ad assumere uomini forniti di altissimo ingegno." Vuole riferirsi a Marco Cicerone e a Gaio Cesare: il primo di loro scrisse le lodi, il secondo le accuse del personaggio appena citato.<ref>Citato in Gian Domenico Mazzocato, ''Frammenti'', in Tito Livio, ''Storia di Roma dalla fondazione'', vol. 6, Newton & Compton, Roma, 1997, p. 489. ISBN 978-88-8183-773-1</ref>
:''Optarem illud mihi contingere, quod T. Livius scribit de Catone: "Cuius gloriae neque profuit quisquam laudando nec vituperando nocuit, cum utrumque summis praediti fecerint ingeniis." Significat autem M. Ciceronem et C. Caesarem, quorum alter laudes, alter vituperationes supra dicti scripsit viri.'' (da ''Commentarium in Oseam'', prefazione, III)
 
==''Adversus Iovinianum''==
*Proprio come il [[divorzio]] secondo la parola del [[Gesù|Salvatore]] non fu permesso fin dal principio, ma a causa della durezza del nostro cuore fu una concessione di [[Mosè]] alla razza umana, così anche il mangiar [[carne]] fu sconosciuto fino al [[Diluvio universale|diluvio]]. Ma dopo il diluvio, alla maniera delle quaglie date nel deserto al popolo che mormorava, il veleno della carne animale fu offerto ai nostri denti. [...] Agli albori della razza umana [[vegetarianismo|non mangiavamo carne]], né facevamo pratiche di divorzio, né pativamo il rito della [[circoncisione]]. Così abbiamo raggiunto il diluvio. Ma dopo il diluvio, insieme con il dono della legge che nessuno poteva soddisfare, ci è stata data la carne come cibo, e il divorzio è stato permesso agli uomini duri di cuore, ed è stato applicato il taglio della circoncisione, come se la mano di Dio avesse plasmato in noi qualcosa di superfluo. Ma una volta che Cristo è venuto alla fine dei tempi, e l'Omega è passata in Alfa e la fine è stata mutata in principio, non ci è più permesso il divorzio, né siamo circoncisi, né mangiamo carne. (I, 18<ref>''Just as divorce according to the Saviour's word was not permitted from the beginning, but on account of the hardness of our heart was a concession of Moses to the human race, so too the eating of flesh was unknown until the deluge. But after the deluge, like the quails given in the desert to the murmuring people, the poison of flesh-meat was offered to our teeth. [...] At the beginning of the human race we neither ate flesh, nor gave bills of divorce, nor suffered circumcision for a sign. Thus we reached the deluge. But after the deluge, together with the giving of the law which no one could fulfil, flesh was given for food, and divorce was allowed to hard-hearted men, and the knife of circumcision was applied, as though the hand of God had fashioned us with something superfluous. But once Christ has come in the end of time, and Omega passed into Alpha and turned the end into the beginning, we are no longer allowed divorce, nor are we circumcised, nor do we eat flesh [...].''
(da ''[http://www.newadvent.org/fathers/3009.htm Against Jovinianus]'', traduzione inglese di W.H. Fremantle, G. Lewis e W.G. Martley, in ''Nicene and Post-Nicene Fathers, Second Series'', vol. 6, Christian Literature Publishing, Buffalo, 1893; riveduto e trascritto a cura di Kevin Knight in ''NewAdvent.org'')</ref>)
 
*[[Dicearco]], nei suoi libri sull'antichità greca, riferisce che sotto il [[Età dell'oro|segno di Saturno]], quando la Terra era ancora spontaneamente fertile, [[Vegetarianismo|nessun uomo mangiava carne]], vivendo tutti di frutti e legumi che crescevano naturalmente. (daII, ''Adversus Iovinianum''13<!--, L. II-->)<ref>Citato in [[Jean Jacques Rousseau]], ''Discorso sull'origine e i fondamenti della disuguaglianza'', in ''Scritti politici'', vol. 1, a cura di Maria Garin, Laterza, Bari, 1971; citato in Gino Ditadi, ''I filosofi e gli animali'', vol. 2, Isonomia editrice, Este, 1994, p. 707. ISBN 88-85944-12-4</ref>)
 
*Il suo discepolo più famoso {{NDR|di [[Antistene]]}} fu [[Diogene di Sinope|Diogene]], il quale riuscì a spuntarla su [[Alessandro Magno|Alessandro]] e vinse sulla natura umana. (da ''Adversus Iovinianum'', II, 14)<ref>CitatoTraduzione di Roberto Pomelli, in Aa. Vv., ''L'anima degli animali'', a cura di Pietro Li Causi e Roberto Pomelli, Einaudi, Torino, 2015, p. 417. ISBN 978-88-06-21101-1</ref>)
 
==''Epistole''==