Differenze tra le versioni di "Jacques Monod"

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*Dobbiamo tenerci sempre in guardia da questo senso così forte del destino. Il destino viene scritto nel momento stesso in cui si compie, e non prima. Il nostro non lo era prima della comparsa della specie umana [...] L'universo non stava per partorire la vita, né la biosfera l'uomo. Il nostro numero è uscito alla [[roulette]]: perché dunque non dovremmo avvertire l'eccezionalità della nostra condizione, proprio allo stesso modo di colui che ha appena vinto un miliardo?
*Chi potrebbe dubitare della presenza dello spirito? Rinunciare all'illusione che vede nell'[[anima]] una «sostanza» immateriale non significa negare la sua esistenza, ma al contrario cominciare a riconoscere la complessità, la ricchezza, l'insondabile profondità del nostro retaggio genetico e culturale.
*L'invenzione dei miti e delle religioni, la costruzione di vasti sistemi filosofici sono il prezzo che l'uomo ha dovuto pagare per sopravvivere in quanto [[animale sociale]], senza piegarsi ad un mero automatismo.
*Di tutte le grandi religioni, la giudeo-cristiana è indubbiamente la più primitiva, grazie alla sua struttura storicistica direttamente connessa alle gesta di una tribù beduina, prima di essere arricchita dall'avvento d'un profeta divino.
*Nell'arco di tre secoli la [[scienza]], fondata sul postulato di oggettività, ha conquistato il suo posto nella società: nella pratica, ma non nelle anime. Eppure le società moderne sono costruite sulla scienza.
 
==Bibliografia==
*Jacques Monod, ''Il caso e la necessità: saggio sulla filosofia naturale della biologia contemporanea'', traduzione di Anna Busi, Mondadori, Milano, 1970.
 
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