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*Questo è un appello alle buone coscienze che gioiscono per la moratoria sulla pena di morte nel mondo, votata ieri all'ONU da 104 paesi. Rallegriamoci, e facciamo una moratoria per gli aborti. [...] condanniamo in linea di principio la soppressione legale di un essere umano senza guardare ai suoi motivi, che in qualche caso, in molti casi, sono l'aver inflitto la morte ad altri. Bene, anzi male. Il miliardo e più di aborti praticati da quando le legislazioni permettono la famosa interruzione volontaria della gravidanza riguarda persone legalmente innocenti, create e distrutte dal mero potere del desiderio, desiderio di non averli e di odiarsi fino al punto di amputarsi dell'amore. È lo scandalo supremo del nostro tempo, è una ferita catastrofica che lacera nel profondo le fibre e il possibile incanto della società moderna. È oltre tutto, in molte parti del mondo in cui l'aborto è selettivo per sesso, e diventa selettivo per profilo genetico, un capolavoro ideologico di razzismo in marcia con la forza dell'eugenetica. Rallegriamoci, dunque, in alto i cuori, e dopo aver promosso la Piccola Moratoria promuoviamo la Grande Moratoria della strage degli innocenti. Si accettano irrisioni, perché le buone coscienze sanno usare l'arma del sarcasmo meglio delle cattive, ma anche adesioni a un appello che parla da solo, illuministicamente, con l'evidenza assoluta e veritativa dei fatti di esperienza e di ragione. (dall'editoriale de ''Il Foglio'', 19 dicembre 2007)
*Se mi ammazzano, ricordatevi che i mandanti linguistici sono [[Antonio Tabucchi]] e [[Furio Colombo]], in concorso tra loro. (citato in Monica Guerzoni, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2003/ottobre/09/duello_tra_Tabucchi_Ferrara_finisce_co_0_031009026.shtml Il duello tra Tabucchi e Ferrara finisce su Le Monde]'', ''Corriere della sera'', 9 ottobre 2003, p. 10)
*Sì, [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è entrato in politica per impedire che gli portassero via la roba... Tenta di evitare che gli scippino insieme la sua impresa e la sua libertà di imprenditore.<ref>Da ''La Stampa'', 25 febbraio 1994; citato in [[Peter Gomez]], [[Marco Travaglio]], ''[https://books.google.it/books?id=Kpnk2WS3DoAC&pg=PA1948#v=onepage&q&f=false Le mille balle blu]'', BUR, Milano, 2010. ISBN 978-88-58-60465-6.</ref>
*Un giornalista che debba opinioneggiare e gigioneggiare ogni giorno, che debba maneggiare quello strumento antiveritativo che è la tv, dove tutto o quasi si equivale ed intrattiene, insomma il tipo ideale di mentecatto dei nostri giorni, può ben avere nascosto in qualche parte del suo fegato, delle sue viscere, del suo psichismo, per non scomodare la parola cuore, un gusto non spento del significato delle cose e delle persone. Capita dunque a lui, come a molti altri che magari tendono a curare di più la forma e però anche un poco a rannicchiarsi nelle buone maniere, di tirar fuori quel gusto, che non è solo estetico o teorico, ma spirituale, e il gioco di fratello embrione, di sorella libertà o della doppia moratoria è fatto. Ti ritrovi sul fronte della sacralità della vita senza nemmeno sapere bene come ci sei arrivato. (da ''Perché vado d'accordo con le idee dei papi sull'amore e la vita'', ''Il Foglio'', 8 gennaio 2008)
*Vogliamo, molto banalmente, combattere le idee che hanno dichiarato eretici [[amore]] e buonumore, e avvilito l'esistenza moderna in uno sconquasso di desideri insoddisfatti, pensando che con l'aiuto della tecnica si risolva il problema della [[felicità]] lasciatoci in eredità dai totalitarismi barbarici del [[Novecento]]. (da ''Chi ha dichiarato eretici l'amore e il buonumore?'', ''Il Foglio'', 13 febbraio 2008)
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