Differenze tra le versioni di "Vintilă Horia"

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*L'uomo incatenato del nostro secolo è un Prometeo condannato dalla propria impossibilità di comprendere, incatenato, intendo, ad una montagna con la quale, in quanto massa, si confonde. O meglio, condannato da chi lo vuole massa e montagna, contro la sua desiosa volontà di separasene. (da ''Per una conoscenza letteraria di alcuni dati scientifici'', p. 58)
*I grandi scrittori dello spazio di Vienna, fra i quali si devono citare [[Rainer Maria Rilke|Rilke]], [[Franz Kafka|Kafka]], [[Robert Musil|Musil]] e [[Hermann Broch|Broch]], e anche il triestino [[Italo Svevo|Italo Svevo]], amico e ammiratore di [[James Joyce|Joyce]], hanno vaticinato con le loro opere la sorda rovina dell'impero e hanno convertito il dolore e la morte, la vecchiaia e la sofferenza, in autentiche tecniche di conoscenza. In questo senso, anche [[Thomas Mann|Thomas Mann]] appartiene a questa atmosfera spirituale. Uno spazio tragico si stava formando e questo era suscettibile, secondo l'interpretazione che [[Max Scheler|Max Scheler]] dà ai vocaboli «tragico» e «tragedia» di rappresentare la sfera dei «valori». Scheler scrive: «In uno spazio, in cui non c'è posto per i valori — come quello che sta attualmente costruendo la fisica meccanicistica — non esiste la tragedia. Soltanto dove esistono il superiore e l'inferiore, il nobile e il volgare, possono esistere anche cose capaci di assumere le apparenze di avvenimenti tragici». E più avanti: «Forse è necessario che un valore sia distrutto perché il tragico possa manifestarsi». (da ''James Joyce e il senso dell'autorità'', pp. 91-92)
*Qui termina Roma e incomincia il fantastico Sud, soleggiato, lento, letargico, dongiovannesco allo stesso tempo, sanguinario, sottile, greco-ispanico, arabo-cartaginese la Magna Grecia, i Borboni, il Vesuvio, Capri, antiche orge, schiavi, amore violento, ingiustizia, povertà e ricchezza smisurate, clima dolce come per installare qui paradisi terrestri che mai furono possibili, da Augusto fino alla Democrazia Cristiana. (da ''Montecassino, come introduzione all'Occidente'', pp. 99-100)
*Diceva [[Karl Kraus|Kraus]] (citato da [[Allan Janik|Allan Janik]] e [[Stephen Toulmin|Stephen Toulmin]], nel loro libro ''La Vienna di [[Ludwig Wittgenstein|Wittgenstein]]'') che il suo merito era stato forse quello di avere dimostrato la differenza che c'è tra un'urna e un orinale, atto essenzialmente culturale, fuori del quale la gente sottomessa alla confusione tra l'una e l'altro, si divide in quelli che utilizzano l'urna come un orinale e l'orinale come un'urna. (da ''La sfera dei fatti e quella dei valori'', p. 208)