Differenze tra le versioni di "Associazione Calcistica Perugia Calcio"

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* Parliamoci chiaro: il radiocronista al di sopra delle parti non esiste. È inconcepibile un uomo asettico, vaccinato a tal punto da risultare inattaccabile, pure in forma attenuata, dal morbo del tifo. Ad esempio, io non ho nulla in contrario ad ammettere che faccio il tifo per il Perugia. Ma perché il Perugia, mi chiedono tutti, osservando che non c'è nulla di umbro nella mia posizione anagrafica? Perché la sorte mi toccò, a diciotto anni, di studiare a Perugia. ([[Nando Martellini]], 1976)
 
* {{NDR|Parlando del ''Perugia dei miracoli'', stagione 1978-79}} È la storia di una provinciale che fa fortuna. Però non basta metterla così. C'è qualcosa di diverso [...] E poi quando dici provinciale è come se il vecchio, l'antico, la tradizione riuscissero a difendersi e a resistere contro il giovane, il grande, il nuovo. Quel Perugia fu l'esatto opposto: al contrario avevi la sensazione di avere a che fare con qualcosa di moderno. (Valerio Piccioni)<ref>Citato in Marco Sappino (a cura di), ''Dizionario del calcio italiano'', 1ª edizione, Milano, Baldini & Castoldi, 2000, pp. 941-942, ISBN 88-8089-862-0.</ref>
 
* {{NDR|Parlando del ''Perugia dei miracoli'', stagione 1978-79}} L'hanno chiamato miracolo e continuano a farlo [...]. Errore marchiano. Molto può dirsi dell'imbattibile Perugia, di certo non che fosse scaturito da un intervento divino. Piuttosto, il risultato di cinque anni di lavoro serio fatto da gente seria. [...] La prima squadra capace di giocare un intero campionato di serie A senza perdere una partita è stata un capolavoro. Di bravura. Di grinta. Di talento. Di uomini. La storia sono loro, i ragazzi di Castagner e D'Attoma, di Ramaccioni e della gente del Grifone. [...] La squadra che giunse seconda a tre punti dal Milan campione d'Italia è ancora oggi un esempio di grande calcio. Di bel calcio. Era uno spasso vederla giocare. [...] La carica di novità e di originalità di quel Perugia fu unica, alla fine degli Anni Settanta aperti dallo storico scudetto cagliaritano, ma scanditi dall'egemonia delle Grandi che non permise altre intrusioni. Il Perugia provò a scalare il cielo [...] Loro e solo loro sanno che cosa scattò nella testa e nel cuore, a mano a mano che non perdevano più. ([[Xavier Jacobelli]], 2009)
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