Differenze tra le versioni di "Henrik Ibsen"

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+cit. Gli Spettri (sposto sezione)
(+cit. Gli Spettri (sposto sezione))
*'''Helmer''': Non ragioni: continui a parlare puerilmente.<br />'''Nora''': Può darsi. Ma tu non pensi e non parli come l'uomo di cui possa essere la compagna. Svanita la minaccia, placata l'angoscia per la tua sorte, non per la mia, hai dimenticato tutto. Ed io sono tornata ad essere per te la lodoletta, la bambola da portare in braccio. Forse da portare in braccio con più attenzione perché t'eri accorto che sono più fragile di quanto pensassi. Ascolta, Torvald; ho capito in quell'attimo di essere vissuta per otto anni con un estraneo. Un estraneo che mi ha fatto fare tre figli... Vorrei stritolarmi! Farmi a pezzi! Non riesco a sopportarne nemmeno il pensiero!<br />'''Helmer''': Capisco. Siamo divisi da un abisso. Ma non potremmo, insieme...<br />'''Nora''': Guardami come sono: non posso essere tua moglie.<br />'''Helmer''': Ma io ho la forza di diventare un altro.<br />'''Nora''': Forse, quando non avrai più la tua bambola. (Atto III, p. 91)
*La vita di [[famiglia]] perde ogni libertà e bellezza quando si fonda sul principio dell'io ti do e tu mi dai.
 
==''Gli spettri''==
===Incipit===
====Fruttero & Lucentini====
'''Regina''' (''aprendo la porta'') — Che cosa vuoi? Non entrare, sei tutto bagnato.<br>
'''Ergstrand''' — È la pioggia del Buon Dio, mia cara ragazza.<br>
'''Regina''' — Di' piuttosto la pioggia del Diavolo!<br>
{{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}
 
====Anita Rho====
'''Regine''': (''con voce smorzata'') Che cosa vuoi? Non muoverti. Sei bagnato fradicio.<br>'''Engstrand''': È la pioggia del Signore, bambina mia.<br>'''Regine''': È la pioggia del diavolo!<br>{{NDR|Henrik Ibsen, ''Gli spettri'', traduzione di Anita Rho, Einaudi, Torino, 1959, ISBN 8806344625}}
 
===Citazioni===
*'''Manders''': Ha l'impressione che letture di questo genere la rendano migliore o più felice?<br>'''Signora'''<ref>Helene Alvig</ref>: Mi sembra che mi diano una specie di serenità.<br>'''Manders''': Curioso. In che modo?<br>'''Signora''': Ci trovo come la spiegazione e la conferma di molte cose alle quali ho già riflettuto per conto mio. Questa appunto è la cosa strana, signor pastore... in quei libri, in fondo, non c'è nulla di nuovo; nulla più di quel che il mondo pensa e crede in generale. Ma il fatto è che il mondo non se ne rende conto e non vuole confessarselo.<br>'''Manders''': Oh, per l'amor di Dio! Crede sul serio che il mondo...<br>'''Signora''': Certo che lo credo.<br>'''Manders''': Sì, ma non in questo paese? Non qui da noi?<br>'''Signora''': Ma sì, anche qui da noi.<br>'''Manders''': Bene, le garantisco che...!<br>'''Signora''': D'altronde che cosa ha da obiettare contro questi libri?<br>'''Manders''': Obiettare? Non vorrà già credere ch'io mi sia mai dato all'esame di opere di quel genere?<br>'''Signora''': In altri termini, lei non conosce affatto ciò che condanna?<br>'''Manders''': Ho letto abbastanza di quel che si scrive intorno a questi libri per disapprovarli.<br>'''Signora''': Sì, ma la sua opinione personale...<br>'''Manders''': Cara signora Alving, nella vita vi sono casi in cui bisogna fidarsi dell'opinione altrui. Così è in questo mondo; ed è bene che sia così. Altrimenti che ne sarebbe della società umana? (1959, p. 21)
 
*'''Manders''': Si ricorda che, dopo un anno appena di matrimonio, lei s'è trovata sull'orlo estremo dell'abisso? Che ha abbandonato la casa e il focolare... che è fuggita da suo marito... sì, signora Alving, fuggita, fuggita, e ha rifiutato di tornare da lui, malgrado tutte le sue preghiere e le sue suppliche?<br>'''Signora''': Ha dimenticato com'ero stata immensamente infelice, in quel primo anno?<br>'''Manders''': Quest'è appunto il vero spirito di rivolta, pretendere la felicità quaggiù nella vita. Che diritto abbiamo, noi uomini, alla felicità? No, noi dobbiamo compiere il nostro dovere, signora! E il suo dovere era di restare con l'uomo che aveva scelto, e al quale la legavano vincoli sacri. (1959, p. 32)
 
==''Catilina''==
*Henrik Ibsen, ''Drammi moderni'', a cura di Roberto Alonge, traduzioni di Aa. Vv., BUR, 2013.
*Henrik Ibsen, ''I capolavori'', traduzioni di G. Ottaviano, L. Chiavarelli, L. Squarzina, G. Platone e Ole Jo Norby, Newton Compton, 2011.
*Henrik Ibsen, ''Gli spettri'', traduzione di Anita Rho, Einaudi, Torino, 1959, ISBN 8806344625
 
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