Differenze tra le versioni di "Sandro Pertini"

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==Citazioni di Sandro Pertini==
*Sull'amnistia agli anarchici: "Vede, io sono un vigliacco. Tutti noi siamo dei vigliacchi. Quando parliamo di democrazia siamo tutti in malafede. Democrazia significa governo del popolo, ma se governasse il popolo non governeremmo noi. Lo facciamo perché il governo è più facile dell’autogestione, più comodo. E perché, ammettiamolo, un po’ ci piace avere tutto questo potere. E continueremo a governare. Ma l’amnistia è un atto dovuto, visto che hanno ragione loro. E una parte di me spera che prima o poi vinceranno”. (tratta dal libro “Pertini sì Pertini no”, di Livio Zanetti.)
*Ad [[Achille Marazza]] mi legano ricordi indelebili di lotta e di impegno civile e politico. Ne ho sempre ammirato la generosità, la fede democratica, la serenità dello spirito anche nei momenti più difficili, la lealtà con gli avversari. Ci trovammo fianco a fianco nella [[guerra di Liberazione]], divisi poi nelle concezioni politiche, ma affratellati nell'amore per la Repubblica e per l'Italia. È un esempio di vita che è giusto ricordare in questi anni di turbamenti e di incertezze, ma anche di progressi, di crescita e di cambiamenti, che l'opera feconda di uomini come Marazza ha certamente contribuito a rendere possibile. (dalla prefazione al libro di Virginia Carini Dainotti, ''Achille Marazza: il nostro difficile novecento'', 1987)
*A volte capita che debba andare ai ricevimenti e allora vedo quei professionisti ricchi e provo una tale pena per loro. Hanno conquistato il denaro, sì. Hanno conquistato il successo e il potere. Eppure sono frustrati perché si sono accorti di aver avuto una vita vuota. Non vorrei essere al posto loro quando viene l'ora dei lupi. [[Ingmar Bergman]] la chiama [[L'ora del lupo|l'ora dei lupi]], cioè l'ora antelucana, l'ora in cui ci troviamo soli anche se accanto c'è la compagna della nostra vita, e non possiamo mentire a noi stessi.<ref name=fallaci>Da un'intervista di [[Oriana Fallaci]], ''L'Europeo'', Roma, 27 dicembre 1973; riportata su ''[http://www.oriana-fallaci.com/pertini/intervista.html OrianaFallaci.com]''.</ref>
*Se tutti i popoli della terra, tutti i [[giovani]] della terra potessero trovarsi uniti e potessero quindi coralmente esprimere il loro desiderio, la loro volontà, tutti si esprimerebbero per la pace, contro la guerra. E noi vogliamo che i nostri giovani possano vivere sicuri della pace e della libertà. Vogliamo che essi siano degli uomini liberi, in piedi, a fronte alta, padroni del loro destino e non dei servitori in ginocchio.<ref>Dal messaggio di fine anno del 1983; riportato in ''[http://presidenti.quirinale.it/Pertini/documenti/per_disc_31dic_83.htm Quirinale.it]''.</ref>
*Siamo preoccupati per quello che accade nell'[[Afghanistan]]. Ma come, noi che siamo stati [[partigiani]], che abbiamo lottato contro i nazisti e contro i fascisti per la libertà, dovremmo rimanere indifferenti di fronte alla lotta che stanno sostenendo i partigiani afghani contro il dominatore straniero? La nostra solidarietà quindi ai partigiani afghani.<ref name= Per981 >Dal messaggio di fine anno del 1981; riportato in ''[http://www.fondazionepertini.it/asp/leggi.asp?IdSez=3&idcontenuto=193&IdSottoSez=41 FodazionePertini.it]''.</ref>
*Sull{{NDR|Nel 1978 sull'amnistia agli anarchici:}} "Vede, io sono un vigliacco. Tutti noi siamo dei vigliacchi. Quando parliamo di democrazia siamo tutti in malafede. Democrazia significa governo del popolo, ma se governasse il popolo non governeremmo noi. Lo facciamo perché il governo è più facile dell’autogestionedell'autogestione, più comodo. E perché, ammettiamolo, un po’po' ci piace avere tutto questo potere. E continueremo a governare. Ma l’amnistial'amnistia è un atto dovuto, visto che hanno ragione loro. E una parte di me spera che prima o poi vinceranno”vinceranno. (trattacitato dalin libroLivio “PertiniZanetti, ''Pertini sì Pertini no”, di Livio Zanetti.no'')
*{{NDR|Riguardo le spedizioni punitive dei [[fascismo|fascisti]]}} Voi sapete come facevano: aspettavano – erano degli eroi! – di essere in venti o in trenta per aggredire gli [[antifascismo|antifascisti]] quando si trovavano isolati. Se eravamo in tre, allora non ci aggredivano più!<ref>Dagli Atti Parlamentari, Camera dei Deputati, Legislatura II, seduta del 23 febbraio 1955, p. 404; riportato in ''[http://www.pertini.it/cesp/doc_11.htm Pertini.it]''.</ref>