Differenze tra le versioni di "Luigi Natoli"

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*Era uno di quei tramonti in un cielo terso e luminoso, come si vedono soltanto a [[Palermo]]. Dietro monte Cuccio acuto e arido, il cielo pareva d’oro, ma su su diventava roseo e dalla parte opposta il roseo moriva in una dolce tinta viola. La punta piramidale di Porta Nuova pareva d’oro, d’oro le quattro torri della Cattedrale e i campanili; nell'aria e nella luce vi era come un tenue riflesso di quell'oro.
*{{NDR|Sulla Controversia liparitana}} Il papa aveva lanciato l'interdetto, e v'era gran commozione nel clero e un gran turbamento nelle coscienze. E tutto ciò per un pugno di ceci! Ma già era un pretesto per la Curia di Roma, la quale non tollerava, e da lungo tempo, che la chiesa di Sicilia fosse quasi autonoma, per la bolla di Urbano II, che creava i re di Sicilia legati apostolici.
*La strada di Mezzomonreale, che per oltre tre miglia corre diritta dalle falde del colle Caputo alla Porta Nuova di Palermo, era nel secolo XVIII per un buon tratto, dalla Porta fino al convento dei Cappuccini, fiancheggiata da grandi e ombrosi alberi, fattivi piantare da Marcantonio Colonna durante il suo viceregno. Alcune fontane, delle quali ancora ne avanza qualcuna, ornavano il largo viale, e dei sedili offrivano comodi riposi all'ombra. Di qua e di là, oltre i muri che fiancheggiavano la strada, oltre le case rare, si stendevano orti, prati e agrumeti, sorgevano ville magnifiche, qualche chiesa lanciava sopra il verde il suo campanile svettante, il vetusto e grigio palazzo della Cuba torreggiava, triste e solitario superstite di una grandezza scomparsa, ridotto a caserma di cavalleria. Questo stradale era in quei tempi una delle passeggiate favorite dai cittadini di Palermo, specie nelle ore vespertine e nelle prime ore notturne, nelle quali le ombre avvolgevano di mistero i convegni degli innamorati.
*Sia per la lunga e aspra discordia con Roma, che turbò le coscienze, sia per il fiscalismo rigido degli agenti di governo, la Sicilia attraversò tale pericolo di strettezze da suscitare un vivo malcontento; tanto che qualcuno dal nome ''Victorius Amedeus'' fece l'anagramma ''Cor eius est avidum'', e in un canto popolare il nome di Casa Savoia servì a rappresentare la devastazione e la desolazione: ''Pari ca cci passò Casa Savoia''.
*Vedrai che l'isola passerà all'imperatore e noi avremo fatto la guerra al Savoiardo per dare comodità al Germanico di pigliarsi la nostra bella isola. Da un padrone all'altro; sempre così.
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