Differenze tra le versioni di "Leonardo Sciascia"

*Sciascia, con il suo occhio rivolto in primo luogo alla Sicilia e alle sue contraddizioni, ha seguito il modificarsi dei nodi più oscuri del crimine, della giustizia, della politica, della stessa possibilità di intervenire sul male, di giudicarlo e correggerlo: e tra l'altro ha suggerito, con i suoi scritti, ma anche con i suoi atti politici, un'immagine davvero necessaria del rapporto tra intellettuale e politica, che sfugge ai parametri ancora oggi dominanti. Ma ciò si è dato entro un organismo letterario di grande fascinazione, che resiste e si impone nel tempo, sfuggendo agli squallidi sciacallaggi politici che furono fatti a suo tempo e si continuano a fare, come sfugge alle etichette che vorrebbero fissarlo in schemi precostituiti. ([[Giulio Ferroni]])
*Sciascia disse che il film deve essere un tradimento rispetto al libro, altrimenti il regista diventerebbe "un volgarissimo illustratore". Disse di più, contro i suoi interessi, come specificò, che "da un brutto libro si può fare un buon film". Mi fece capire che i rapporti tra cinema e letteratura devono essere provocatori al punto da accettare che Elio Petri in ''Todo modo'', più interessato alle pagine sugli esercizi spirituali dei democristiani che alla totalità del romanzo, fu più fedele a Pasolini che all'autore del libro. Fu una grande lezione, quella di Sciascia. ([[Giuseppe Tornatore]])
 
===[[Andrea Camilleri]]===
*Fummo quasi obbligati all'amicizia, avevamo tante cose in comune, vivevamo a trenta chilometri di distanza, lui aveva avuto come professore Vitaliano Brancati, che era mio amico, e poi tutti e due eravamo sotto il segno di Pirandello, il nostro nume tutelare. Io feci uno sceneggiato da un suo racconto, lui portò un mio libro a Elvira Sellerio e fu grazie a lui che iniziai la mia collaborazione con la casa editrice. Eravamo veri amici perché litigavamo, la vera amicizia è quella, sennò sai che noia... Leonardo per me è una medicina: quando mi sento un po' scarico, e a 88 anni suonati ne ho anche il diritto, piglio un suo libro, leggo tre pagine e mi sento ricaricato: è come l'elettrauto.
*Lui non si laureò mai. Riuscì ad avere un diploma per insegnare alla scuola elementare: riteneva che per un bambino, in Sicilia quegli anni fossero importantissimi e formativi, tanto da diventare una sorta di assoluto. A meno di non essere un altissimo maestro di filosofia non equivarrai mai all'importanza che ha per un bambino. Quando l'Università di Messina voleva conferirgli la [[laurea honoris causa]], Sciascia rispose "...perché? Già maestro sugnu", e questo sottolinea l'importanza delle scuole "vascie", basse, le scuole elementari.
*Per me è stato uno dei maggiori letterati del Novecento, assieme a [[Carlo Emilio Gadda]]. Molti gli rimproverano una scrittura professorale. Non è così. Il suo italiano, che sembra accademico, è una lingua che lui affilava quotidianamente per farne qualche cosa che somigliasse a un bisturi.
 
==Note==