Differenze tra le versioni di "Charlie Chaplin"

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*Il clero britannico vanta una tradizione di sincerità e spregiudicatezza che è un riflesso del lato migliore dell'Ighilterra. Sono uomini come il Dr. Hewlett Johnson, il canonico Collins e numerosi altri prelati a conferire alla [[Chiesa anglicana|Chiesa inglese]] la sua vitalità. (p. 410)
*[[Herbert George Wells|Wells]] mi domandò quando fosse nato il mio interesse per il [[socialismo]]. Risposi che risaliva alla mia venuta negli Stati Uniti e all'incontro con [[Upton Sinclair]]. Stavamo andando in macchina a Pasadena, per pranzare a casa sua, quando mi chiese sommessamente se credevo nel [[Capitalismo|sistema capitalistico]]. Dissi in tono faceto che per rispondere avrei avuto bisogno di un ragioniere. Era una domanda disarmante, ma compresi istintivamente che toccava proprio il nocciolo del problema, e da quel momento cominciai a interessarmi e a vedere la [[politica]] non come storia ma come un problema esclusivamente economico. (pp. 415-416)
*{{NDR|L'[[Olocausto]]}} [...] è successo in Germania; ma le stesse cellule malate si trovano nel corpo di ogni nazione, pronte a entrare in attività.<br />Io nonon posso parlare di [[nazionalismo|orgoglio nazionale]]. Se uno è attaccato alla tradizione familiare, alla casa e al giardino, a un'infanzia felice, alla famiglia e agli amici, posso capire questo sentimento: ma io non ho un passato del genere. Nel migliore dei casi per me il patriottismo si nutre delle usanze locali: corse ippiche, caccia, Yorkshire pudding, hamburger americani e Coca-Cola, ma al giorno d'oggi questi affetti si possono coltivare in ogni parte del mondo. Naturalmente, se il paese in cui vivo stesse per essere invaso, come la maggior parte di noi, credo che sarei pronto al supremo sacrificio. Ma non ho nessuna voglia di rinunciare alla vita o alla carriera per un editto del parlamento o del congresso, se non credo alla causa: non sono un martire per ragioni nazionalistiche e non intendo morire per un presidente, un primo ministro o un dittatore. (p. 424)
*{{NDR|[[Emil Ludwig]]}} Mi domandò quali fossero le cose più belle che avessi mai visto. I movimenti di [[Helen Wills Moody|Helen Wills]] mentre gioca a [[tennis]], gli dissi confidenzialmente: erano pieni di grazia, di spontaneità, e avevano un sano sex appeal. Un'altra era la sequenza cinematografica di un documentario di attualità, subito dopo l'armistizio, nella quale si vedeva un contadino che arava un campo nelle Fiandre dove erano morti migliaia di soldati. [...] Ma ricordo altri spettacoli meravigliosi: il [[Perseo con la testa di Medusa|Perseo]] di [[Benvenuto Cellini]] in Piazza della Signoria, a Firenze. Una notte, con la piazza illuminata, fui attirato dalla figura del [[David (Michelangelo)|David]] di [[Michelangelo]]. Ma appena vidi il Perseo tutto il resto passò in seconda linea. Rimasi affascinato dallo straordinario equilibrio delle sue magnifiche proporzioni. Perseo, che leva alta la testa di Medusa col suo corpo patetico contorto ai suoi piedi, è l'epitome della tristezza, e mi fece pensare al mistico verso di [[Oscar Wilde]]: «Perché ogni uomo uccide ciò che ama». Nella lotta di quell'eterno mistero, il bene e il male, il suo scopo era stato raggiunto. (pp. 425-426)
*Sul lavoro le donne non mi hanno mai interessato. Era solo tra un film e l'altro, quando non avevo nulla da fare, che offrivo il fianco. Come disse [[Herbert George Wells|H. G. Wells]]: «Quando, nel corso della giornata, ti accorgi di avere scritto al mattino le tue cartelle, sbrigato la corrispondenza nel pomeriggio, e non hai altro da fare, viene il momento in cui ti annoi: ecco l'ora del [[sesso]]». (p. 429)
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