Differenze tra le versioni di "Antoine de Saint-Exupéry"

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===Citazioni===
*Una volta, quando avevo sei anni, in un libro sulla foresta vergine intitolato ''Storie vissute'' ho visto un'illustrazione bellissima. Raffigurava un serpente [[boa (zoologia)|boa]] che divora una belva. Questa è la riproduzione del disegno. Il libro diceva: «I serpenti boa divorano la preda tutt'intera senza masticarla. Dopo non riescono più a muoversi e passano i sei mesi della digestione dormendo». (capitolocap. I, p. 7)
*Gli [[adulto|adulti]] da soli non capiscono niente, ed è stancante per i bambini dover sempre spiegare tutto. (capitolocap. I, p. 9)
*Disegnami una pecora... (Piccolo principe: capitolocap. II, p. 11)
*Dinanzi a un mistero assoluto, nessuno ha il coraggio di disobbedire. (capitolocap. II, p. 13)
*Agli adulti piacciono i [[numero|numeri]]. Quando raccontate loro di un nuovo amico, non vi chiedono mai le cose importanti. Non vi dicono: «Com'è il suono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?» Le loro domande sono: «Quanti anni ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?» Solo allora pensano di conoscerlo. (capitolocap. IV, p. 23)
*Se dite agli adulti: «Ho visto una bella casa di mattoni rosa, con gerani alle finestre e colombi sul tetto...», loro non riescono a immaginarsi la casa. Dovete dire: «Ho visto una casa di centomila franchi». Allora esclamano subito: «Oh, che bella!» (capitolocap. IV, p. 23)
 
*Feci notare al piccolo principe che i [[baobab]] non sono arbusti, ma alberi alti come chiese, e che anche se avesse portato un intero branco di elefanti, il branco non sarebbe riuscito ad avere la meglio su un solo baobab. (capitolocap. V, p. 26)
*Se dite agli adulti: «Ho visto una bella casa di mattoni rosa, con gerani alle finestre e colombi sul tetto...», loro non riescono a immaginarsi la casa. Dovete dire: «Ho visto una casa di centomila franchi». Allora esclamano subito: «Oh, che bella!» (capitolo IV, p. 23)
*Ma i [[seme|semi]] sono invisibili. Dormono tutti nel segreto della terra finché a uno di loro non piglia il ghiribizzo di svegliarsi. Allora si stiracchia e fa spuntare timidamente verso il sole uno splendido, innocuo germoglio. (capitolocap. V, p. 28)
*Feci notare al piccolo principe che i [[baobab]] non sono arbusti, ma alberi alti come chiese, e che anche se avesse portato un intero branco di elefanti, il branco non sarebbe riuscito ad avere la meglio su un solo baobab. (capitolo V, p. 26)
*E se un [[baobab]] non lo strappi via subito, dopo non riesci più a liberartene. Occupa tutto il pianeta. Lo perfora con le radici. E se il pianeta è troppo piccolo e i baobab troppo numerosi, questi lo spaccano tutto. (capitolocap. V, p. 28)
*Ma i [[seme|semi]] sono invisibili. Dormono tutti nel segreto della terra finché a uno di loro non piglia il ghiribizzo di svegliarsi. Allora si stiracchia e fa spuntare timidamente verso il sole uno splendido, innocuo germoglio. (capitolo V, p. 28)
*Al mattino, finita la toilette, bisogna occuparsi della toilette del pianeta. (Piccolo principe: cap. V, p. 28)
*E se un [[baobab]] non lo strappi via subito, dopo non riesci più a liberartene. Occupa tutto il pianeta. Lo perfora con le radici. E se il pianeta è troppo piccolo e i baobab troppo numerosi, questi lo spaccano tutto. (capitolo V, p. 28)
*AlA mattino,me finitapiacciono lamolto toilette,i bisognatramonti. occuparsiAndiamo dellaa toilettevedere delun pianeta[[tramonto]]... (Piccolo principe: capitolocap. VVI, p. 2832)
*«Un giorno ho visto il sole tramontare quarantaquattro volte!» E più tardi aggiungevi: «Sai... quando si è molto tristi si amano i tramonti...» «Allora il giorno delle quarantaquattro volte eri proprio tanto triste?» Ma il piccolo principe non rispose. (capitolocap. VI, p. 33)
*A me piacciono molto i tramonti. Andiamo a vedere un [[tramonto]]... (Piccolo principe: capitolo VI, p. 32)
*Il piccolo principe non rinunciava mai a una domanda dopo che l'aveva fatta. (cap. VII, p. 35)
*«Un giorno ho visto il sole tramontare quarantaquattro volte!» E più tardi aggiungevi: «Sai... quando si è molto tristi si amano i tramonti...» «Allora il giorno delle quarantaquattro volte eri proprio tanto triste?» Ma il piccolo principe non rispose. (capitolo VI, p. 33)
*IlLe piccolo principe[[spina|spine]] non rinunciava maiservono a unaniente, domandasono dopopura checattiveria l'avevada fatta.parte dei fiori! (capitolocap. VII, p. 35)
*I [[fiore|fiori]] sono deboli. Sono ingenui. Si fanno coraggio come possono. E con le spine pensano di mettere paura... (Piccolo principe: cap. VII, p. 35)
*Le [[spina|spine]] non servono a niente, sono pura cattiveria da parte dei fiori! (capitolo VII, p. 35)
*IDa milioni di anni i [[fiore|fiori]] sonomettono debolile spine. SonoDa ingenui.milioni Sidi fannoanni coraggiole comepecore possonomangiano ugualmente i fiori. E connon leè spineforse una cosa seria pensanocercare di capire perché i fiori si danno tanta pena per mettere paura...spine che non servono a niente? (Piccolo principe: capitolocap. VII, p. 3536)
*Da milioni di anni i fiori mettono le spine. Da milioni di anni le pecore mangiano ugualmente i fiori. E non è forse una cosa seria cercare di capire perché i fiori si danno tanta pena per mettere spine che non servono a niente? (Piccolo principe: capitolo VII, p. 36)
*Il piccolo principe assisteva allo schiudersi di un enorme bocciolo e sentiva che ne sarebbe venuta un'apparizione miracolosa, ma la corolla indugiava, e si faceva bella, chiusa nella sua camera verde. Con cura sceglieva i colori. Si vestiva piano, accomodando i petali a uno a uno. Non voleva uscire tutta stropicciata come fanno i [[papavero|papaveri]]. Voleva mostrarsi solo nel pieno fulgore della propria bellezza. Eh, sì! Era molto vanitosa. La sua segreta toilette era durata giorni e giorni. Ed ecco che una mattina, con il sorgere del sole, era apparsa una [[rosa (fiore)|rosa]]. (p. 40)
*«Non avrei dovuto ascoltarla» mi confidò un giorno, «non bisogna mai ascoltare i [[Fiore|fiori]]. Bisogna guardarli e annusarli.» (Piccolo principe: capitolocap. VIII, p. 43)
*Non si sa mai! (Piccolo principe: capitolocap. IX, p. 46)
*Le eruzioni vulcaniche sono come i fuochi nel caminetto. (p. 46)
*Devo pur sopportare due o tre [[bruco|bruchi]] se voglio conoscere le [[farfalla|farfalle]]. Pare che siano bellissime. (Rosa: capitolocap. IX, p. 48)
*Non sapeva che per i [[sovrano|re]] il mondo è alquanto semplificato. Tutti gli uomini sono sudditi. (capitolocap. X, p. 50)
*L'[[autorità]] si fonda in primo luogo sulla ragione. Se ordini al tuo popolo di andare a gettarsi in mare, quello farà la rivoluzione. Ho il diritto di pretendere l'obbedienza perché i miei ordini sono ragionevoli. (Re: capitolocap. X, p. 53)
*È molto più difficile [[giudizio|giudicare]] se stessi che giudicare gli altri. (Re: capitolocap. X, p. 54)
*Per i [[vanità|vanitosi]], infatti, gli altri uomini sono degli ammiratori. (cap. XI, p. 57)
*«Ti [[ammirazione|ammiro]]» disse il piccolo principe, alzando un po' le spalle. «Ma che cosa te ne viene?» (capitolo XI, p. 58)
*I [[vanità|vanitosi]] sentono solo le lodi. (cap. XI, p. 57)
*«Che fai qui?» disse al [[alcolismo|bevitore]], che trovò seduto davanti a una sfilza di bottiglie, metà delle quali vuote e metà piene. «Bevo» rispose il bevitore con aria cupa. «Perché bevi?» gli domandò il piccolo principe. «Per dimenticare» rispose il bevitore. «Per dimenticare cosa?» volle sapere il piccolo principe, che già lo compativa. «Per dimenticare che mi vergogno» ammise il bevitore abbassando la testa. «Ti vergogni di cosa?» lo interrogò il piccolo principe che desiderava aiutarlo. «Mi vergogno di bere!» concluse il bevitore che si chiuse definitivamente nel silenzio. (capitolo XII, p. 60)
*«Ti [[ammirazione|ammiro]]» disse il piccolo principe, alzando un po' le spalle. «Ma che cosa te ne viene?» (capitolocap. XI, p. 58)
*«Io» disse ancora «possiedo una rosa che innaffio tutti i giorni. Possiedo tre vulcani che pulisco tutte le settimane. Perché pulisco anche quello quello spento. Non si sa mai. Il fatto che io li possieda è utile ai miei vulcani ed è utile alla mia rosa. Invece tu non sei utile alle stelle...» (Piccolo principe: capitolo XIII, p. 66)
*«Che fai qui?» disse al [[alcolismo|bevitore]], che trovò seduto davanti a una sfilza di bottiglie, metà delle quali vuote e metà piene. «Bevo» rispose il bevitore con aria cupa. «Perché bevi?» gli domandò il piccolo principe. «Per dimenticare» rispose il bevitore. «Per dimenticare cosa?» volle sapere il piccolo principe, che già lo compativa. «Per dimenticare che mi vergogno» ammise il bevitore abbassando la testa. «Ti vergogni di cosa?» lo interrogò il piccolo principe che desiderava aiutarlo. «Mi vergogno di bere!» concluse il bevitore che si chiuse definitivamente nel silenzio. (capitolocap. XII, p. 60)
*È una bellissima occupazione. Ed è davvero utile perché è bella! (Piccolo principe: capitolo XIV, p. 67)
*«Io» disse ancora «possiedo una rosa che innaffio tutti i giorni. Possiedo tre vulcani che pulisco tutte le settimane. Perché pulisco anche quello quello spento. Non si sa mai. Il fatto che io li possieda è utile ai miei vulcani ed è utile alla mia rosa. Invece tu non sei utile alle stelle...» (Piccolo principe: capitolocap. XIII, p. 66)
*Non è il [[geografo]] che fa il conto delle città, dei fiumi, delle montagne, dei mari, degli oceani e dei deserti. Il geografo è troppo importante e non può andare a zonzo. Non esce mai dal suo studio. Ma lì riceve gli esploratori. Li ascolta e trascrive i loro ricordi. E se i ricordi di uno di loro gli sembrano interessanti, il geografo fa fare un'indagine sulla moralità dell'esploratore. (Geografo: capitolo XV, p. 74)
*È una bellissima occupazione. Ed è davvero utile perché è bella! (Piccolo principe: capitolocap. XIV, p. 67)
*"La mia rosa è effimera" disse tra sé il piccolo principe "e ha solo quattro spine per difendersi dal mondo! E l'ho lasciata sola là dove sto io!" (capitolo XV, p. 76)
*Non è il [[geografo]] che fa il conto delle città, dei fiumi, delle montagne, dei mari, degli oceani e dei deserti. Il geografo è troppo importante e non può andare a zonzo. Non esce mai dal suo studio. Ma lì riceve gli esploratori. Li ascolta e trascrive i loro ricordi. E se i ricordi di uno di loro gli sembrano interessanti, il geografo fa fare un'indagine sulla moralità dell'esploratore. (Geografo: capitolocap. XV, p. 74)
*«Mi domando» disse «se le [[stella|stelle]] brillano perché un giorno ciascuno possa ritrovare la propria.» (Piccolo principe: capitolo XVII, p. 81)
*«Dove"La sonomia glirosa uomini?»è ripreseeffimera" poidisse tra sé il piccolo principe. «Si"e èha unsolo po'quattro [[solitudine|soli]]spine nelper deserto...»difendersi «Sidal èmondo! soliE anchel'ho fralasciata glisola uomini» dissedove ilsto serpente.io!" (capitolocap. XVIIXV, ppp. 82-8376)
*«Mi domando» disse «se le [[stella|stelle]] brillano perché un giorno ciascuno possa ritrovare la propria.» (Piccolo principe: capitolocap. XVII, p. 81)
*Ma se mi addomestichi, avremo bisogno l'uno dell'altra. Per me tu sarai unico al mondo. Per te io sarò unica al mondo... (Volpe al piccolo principe: capitolo XXI, pp. 91-92)
*«Dove sono gli uomini?» riprese poi il piccolo principe. «Si è un po' [[solitudine|soli]] nel deserto...» «Si è soli anche fra gli uomini» disse il serpente. (cap. XVII, pp. 82-83)
*«Ma se tu mi [[addomesticamento|addomestichi]], la mia vita sarà come inondata di luce. Conoscerò un rumore di passi diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno fuggire sotto terra. Il tuo mi chiamerà fuori dalla tana, come una musica. E poi guarda! Li vedi laggiù, i campi di grano? Io non mangio pane. Quindi per me il grano è inutile. I campi di grano non mi dicono niente. E questo è molto triste! Ma tu hai capelli color dell'oro. E allora sarà bellissimo quando mi avrai [[addomesticamento|addomesticato]]! Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E mi piacerà il rumore del vento nel grano...» La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe. «Per favore... addomesticami!» disse. (capitolo XXI, p. 93)
*Ma se mi addomestichi, avremo bisogno l'uno dell'altra. Per me tu sarai unico al mondo. Per te io sarò unica al mondo... (Volpe al piccolo principe: capitolocap. XXI, pp. 91-92)
*Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano le cose già fatte nei negozi. Ma siccome non esistono negozi che vendono amici, gli uomini non hanno più amici. Se vuoi un amico, [[addomesticamento|addomesticami]]! (Volpe: capitolo XXI, p. 94)
*«Ma se tu mi [[addomesticamento|addomestichi]], la mia vita sarà come inondata di luce. Conoscerò un rumore di passi diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno fuggire sotto terra. Il tuo mi chiamerà fuori dalla tana, come una musica. E poi guarda! Li vedi laggiù, i campi di grano? Io non mangio pane. Quindi per me il grano è inutile. I campi di grano non mi dicono niente. E questo è molto triste! Ma tu hai capelli color dell'oro. E allora sarà bellissimo quando mi avrai [[addomesticamento|addomesticato]]! Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E mi piacerà il rumore del vento nel grano...» La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe. «Per favore... addomesticami!» disse. (capitolocap. XXI, p. 93)
*Se per esempio verrai alle quattro del pomeriggio, già dalle tre io comincerò a essere felice. Più il tempo passerà e più mi sentirò felice. Finché alle quattro sarò tutta agitata e in apprensione: scoprirò il valore della felicità! Ma se vieni quando capita, non saprò mai a che ora vestirmi il cuore... (Volpe al piccolo principe: capitolo XXI, p. 95)
*Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano le cose già fatte nei negozi. Ma siccome non esistono negozi che vendono amici, gli uomini non hanno più amici. Se vuoi un amico, [[addomesticamento|addomesticami]]! (Volpe: capitolocap. XXI, p. 94)
*«Allora non ci guadagni niente!» «Ci guadagno», disse la volpe, «a causa del colore del grano». (capitolo XXI, p. 96)
*Se per esempio verrai alle quattro del pomeriggio, già dalle tre io comincerò a essere felice. Più il tempo passerà e più mi sentirò felice. Finché alle quattro sarò tutta agitata e in apprensione: scoprirò il valore della felicità! Ma se vieni quando capita, non saprò mai a che ora vestirmi il cuore... (Volpe al piccolo principe: capitolocap. XXI, p. 95)
*Ecco il mio segreto. È molto semplice: si vede solo con il [[cuore]]. L'essenziale è invisibile agli [[occhio|occhi]]. (Volpe: capitolo XXI, p. 97)
*«Allora non ci guadagni niente!» «Ci guadagno», disse la volpe, «a causa del colore del grano». (capitolocap. XXI, p. 96)
*Il tempo che hai perso per la tua [[rosa (fiore)|rosa]] è ciò che fa la tua rosa tanto importante. (Volpe: capitolo XXI, p. 98)
*DiventiEcco responsabileil permio sempresegreto. diÈ ciòmolto chesemplice: haisi vede solo con il [[addomesticamento|addomesticatocuore]]. TuL'essenziale seiè responsabileinvisibile dellaagli tua rosa..[[occhio|occhi]]. (Volpe: capitolocap. XXI, p. 9897)
*Il tempo che hai perso per la tua [[rosa (fiore)|rosa]] è ciò che fa la tua rosa tanto importante. (Volpe: capitolocap. XXI, p. 98)
*«Solo i [[bambino|bambini]] sanno quello che cercano» fece il piccolo principe. «Perdono tempo per una [[bambola]] di pezza, che allora diventa importantissima, e se qualcuno gliela porta via piangono...» (capitolo XXII, p. 100)
*Diventi responsabile per sempre di ciò che hai [[addomesticamento|addomesticato]]. Tu sei responsabile della tua rosa... (Volpe: cap. XXI, p. 98)
*Vendeva pillole speciali che placano la [[sete]]. Ne prendi una alla settimana e non provi più il desiderio di bere. «Perché vendi queste pillole?» «È un bel risparmio di tempo» disse il negoziante. «Gli esperti hanno calcolato che si guadagnano cinquantatré minuti alla settimana.» «E cosa si fa di quei cinquantatré minuti?» «Quello che si vuole...» «Se avessi cinquantatré minuti da spendere» si disse il piccolo principe «me ne andrei lentamente verso una fontana...» (capitolo XXIII, p. 101)
*«Solo i [[bambino|bambini]] sanno quello che cercano» fece il piccolo principe. «Perdono tempo per una [[bambola]] di pezza, che allora diventa importantissima, e se qualcuno gliela porta via piangono...» (capitolocap. XXII, p. 100)
*Ho sempre amato il [[deserto]]. Ti siedi su una duna di sabbia. Non vedi niente. Non senti niente. E tuttavia qualcosa brilla in silenzio... (capitolo XXIV, p. 104)
*Vendeva pillole speciali che placano la [[sete]]. Ne prendi una alla settimana e non provi più il desiderio di bere. «Perché vendi queste pillole?» «È un bel risparmio di tempo» disse il negoziante. «Gli esperti hanno calcolato che si guadagnano cinquantatré minuti alla settimana.» «E cosa si fa di quei cinquantatré minuti?» «Quello che si vuole...» «Se avessi cinquantatré minuti da spendere» si disse il piccolo principe «me ne andrei lentamente verso una fontana...» (capitolocap. XXIII, p. 101)
*«Ciò che fa bello il [[deserto]]», disse il piccolo principe, «è che da qualche parte nasconde un pozzo...» (capitolo XXIV, p. 104)
*Ho sempre amato il [[deserto]]. Ti siedi su una duna di sabbia. Non vedi niente. Non senti niente. E tuttavia qualcosa brilla in silenzio... (capitolocap. XXIV, p. 104)
*Che si tratti della casa, delle stelle o del deserto, quel che fa la loro bellezza è invisibile! (Piccolo principe: capitolo XXIV, p. 104)
*Lui«Ciò rise,che toccòfa la corda, fece ruotare la carrucola. E la carrucola gemette come geme una vecchia banderuola dopo chebello il vento ha dormito a lungo. «Lo senti?[[deserto]]», disse il piccolo principe, «svegliamoè ilche [[pozzo]]da equalche luiparte cantanasconde un pozzo...» (capitolocap. XXVXXIV, p. 106104)
*MaChe glisi occhitratti sonodella ciechi.casa, Bisognadelle cercarestelle cono ildel cuore.deserto, quel che fa la loro bellezza è invisibile! (Piccolo principe: capitolocap. XXVXXIV, p. 108104)
*Lui rise, toccò la corda, fece ruotare la carrucola. E la carrucola gemette come geme una vecchia banderuola dopo che il vento ha dormito a lungo. «Lo senti?» disse il piccolo principe «svegliamo il [[pozzo]] e lui canta...» (cap. XXV, p. 106)
*Si corre il rischio di piangere un po', quando ci si è lasciati [[addomesticamento|addomesticare]]... (capitolo XXV, p. 110)
*SeMa amigli unaocchi rosasono checiechi. staBisogna sucercare una stella, di notte è bello guardarecon il cielo. Tutte le stelle sono fioritecuore. (Piccolo principe: capitolocap. XXVIXXV, p. 115108)
*Si corre il rischio di piangere un po', quando ci si è lasciati [[addomesticamento|addomesticare]]... (capitolocap. XXV, p. 110)
*Di notte, ricordati di guardare le [[stella|stelle]]. Dove sto io è troppo perché possa mostrarti dove si trova la mia. Meglio così. La mia stella sarà per te una qualsiasi, e allora ti farà piacere guardarle tutte... Saranno tutte tue amiche. (Piccolo principe: capitolo XXVI, pp. 115-116)
*Se ami una rosa che sta su una stella, di notte è bello guardare il cielo. Tutte le stelle sono fiorite. (Piccolo principe: cap. XXVI, p. 115)
*«Quando la notte guarderai il cielo, poiché io abiterò in una di esse, e riderò in una di esse, per te sarà come se ridessero tutte le stelle. Avrai stelle che sapranno ridere!» E rise ancora. «E quando ti sarai consolato (poiché ci si consola sempre) sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E ogni tanto aprirai la finestra, così, per puro piacere... E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu gli dirai: "Sì, le stelle mi fanno sempre ridere!". E penseranno che sei pazzo. Ti avrò fatto un bello scherzetto...» E rise ancora. «Sarà come se, invece delle stelle, ti avessi dato tanti sonagli che sanno ridere...» (Piccolo principe: capitolo XXVI, pp. 116-117)
*Di notte, ricordati di guardare le [[stella|stelle]]. Dove sto io è troppo perché possa mostrarti dove si trova la mia. Meglio così. La mia stella sarà per te una qualsiasi, e allora ti farà piacere guardarle tutte... Saranno tutte tue amiche. (Piccolo principe: capitolocap. XXVI, pp. 115-116)
*Per voi che come me amate il piccolo principe, tutto nell'universo cambia se da qualche parte, non si sa dove, una pecora che non conosciamo ha mangiato una rosa oppure no... (capitolo XXVII, p. 123)
*«Quando la notte guarderai il cielo, poiché io abiterò in una di esse, e riderò in una di esse, per te sarà come se ridessero tutte le stelle. Avrai stelle che sapranno ridere!» E rise ancora. «E quando ti sarai consolato (poiché ci si consola sempre) sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E ogni tanto aprirai la finestra, così, per puro piacere... E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu gli dirai: "Sì, le stelle mi fanno sempre ridere!". E penseranno che sei pazzo. Ti avrò fatto un bello scherzetto...» E rise ancora. «Sarà come se, invece delle stelle, ti avessi dato tanti sonagli che sanno ridere...» (Piccolo principe: capitolocap. XXVI, pp. 116-117)
*Per voi che come me amate il piccolo principe, tutto nell'universo cambia se da qualche parte, non si sa dove, una pecora che non conosciamo ha mangiato una rosa oppure no... (capitolocap. XXVII, p. 123)
 
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