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'''Pino Corrias''' (1955 – vivente), giornalista e scrittore italiano
 
==Citazioni di Pino Corrias==
*La più efficace (benché involontaria) celebrazione del [[Giorno della Memoria]] [...] l'ha offerta in queste ore il papa tedesco [[Joseph Ratzinger]], cancellando la scomunica al vescovo [[Richard Williamson]], quello che considera i lager "una invenzione degli ebrei". Quello che ricalcola le dimensioni dell'Olocausto in una misura per lui di evidente tollerabilità cristiana: "Di ebrei ne saranno morti al massimo due o trecento mila". Quello che neanche sa bene dove sia avvenuto questo trascurabile evento, dato che "le camere a gas non sono mai esistite". Benedetto XVI lo riaccoglie come un figliol prodigo. Insieme con gli altri vescovi seguaci di monsignor Lefebvre che vennero prima sospesi a divinis da Paolo VI e poi scomunicati da Papa Woytila nel 1988. [...] Il Papa li ha riabbracciati con un gesto che dovrebbe stupire il mondo non per la clemenza, ma per la resa. Che volta le spalle alla decenza, nega la verità, conduce al precipizio anche se rivestito di latino e oro. Per evitare il quale molte candele serviranno, a cominciare da quelle accese nel Giorno della Memoria. (da ''Vanity Fair'', 28 gennaio 2009)
*Siamo fatti di acqua e tempo. Evaporiamo con lentezza: 365 giorni all'anno. Ma con l'errore di un giorno. L'[[anno bisestile]] (che ci aspetta) aggiusta l'errore. Rimuove l'imperfezione di quel giorno. Risarcisce lo sbaglio di quelle 5 ore, 48 minuti, 46 secondi che il calcolo degli uomini cancella per quattro anni di seguito. L'anno bisestile rimette le lancette dell'anno al loro posto tra il sole, la luna, il capriccio di molti dei e la matematica degli uomini. Inventa il trecentosessantaseiesimo giorno. Lo infila in coda al mese più corto. Lo nomina 29 febbario, il giorno che qualche volta c'è. E che quest'anno, nell'anno bisestile 2008, cadrà di venerdì. (da ''la Repubblica'', 30 dicembre 2007, p. 29)
*Voterò volentieri [[Walter Veltroni]], abitando a Roma. Il quale ha fatto una campagna elettorale come si doveva, parlandoci di un'Italia verosimile da rinsaldare, ma senza furori, intorno ai buoni principi del vivere civile. Sapendo che quel che conta è la redistribuzione delle risorse e delle opportunità, la lotta ai privilegi, la condivisione dei doveri e dei diritti. Che la politica è fare bene una strada, una scuola, un asilo. Dire la verità. Agire nella legalità. E pensare insieme a un po' di futuro con giusta proporzione di ossigeno, immaginazione, ideali. (da [http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1865126.html ''Ma anche sì''], 11 aprile 2008)
 
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