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*[...] il regime [[vegetarianismo|vegetariano]] contribuisce alla salute e nello stesso tempo ad acquisire una resistenza commisurata agli sforzi che l'esercizio della filosofia richiede. (I; 2015, p. 301)
*Noi ci rivolgiamo a chi sospetta, una volta per tutte, che la nostra permanenza in terra e la dimora in cui trascorriamo l'esistenza non sono che un incantesimo; a chi ha riconosciuto che è proprio della sua natura restare insonne e ha scoperto il potere soporifero della regione in cui viviamo: a costui noi intendiamo raccomandare un'alimentazione coerente con la sua diffidenza verso la dimora terrena e con la sua conoscenza di sé. (I; 2015, pp. 313-314)
*Un'alimentazione priva di carne, essenziale e facile da procacciarsi per chiunque, [...] procura un senso di pace alla ragione che predispone i mezzi per la nostra salvezza. Come dice [[Diogene di Sinope|Diogene]], infatti, dai mangiatori di farina non provengono né ladri né nemici mentre è dai mangiatori di carne che nascono spie e tiranni. (I; 2015, p. 324)
*Il piacere che si prova grazie all'[[opulenza]] neppure si avvicina a quello che l'[[autosufficienza]] produce in chi ha sperimentato questa condizione. Assai piacevole è infatti rendersi conto di quante poche cose ciascuno ha effettivo bisogno. (I; 2015, p. 328)
*Il precetto di non cibarsi di esseri animati [...] riguarda [...] in particolare coloro che fanno dipendere la loro felicità da Dio e dall'imitazione di Lui. (II; 2015, p. 332)
*Il [[vizio]] [...] è abile ad assumere le proprie difese, soprattutto quando pronuncia le sue arringhe tra gente ignorante. (IV; 2015, pp. 408-409)
*Come dunque l'acqua che scorre attraverso la roccia è più pura di quella che passa per un terreno fangoso poiché trascina con sé una minore quantità di fango, così anche l'anima che compie le proprie attività con un corpo asciutto e non impregnato dagli umori di carni a lui estranee, è migliore, non corrotta e più incline all'attività intellettuale. Perciò si dice anche che le api traggano il buon [[miele]] dalla pianta più secca e più aspra: il timo. (IV; 2015, p. 414)
*[...] il nutrimento {{NDR|coincide}} con il saper preservare ogni cosa nel suo stato d'essere. Secondo questo ragionamento si potrebbe dunque definire «nutrimento» di una pietra il principio che produce la sua compattezza e che le consente di permanere nel suo stato abituale, mentre «nutrimento» di una pianta si potrebbe definire ciò che ne garantisce l'accrescimento e la produzione di frutti e infine, di un corpo animale ciò che ne preserva la costituzione. [...] Nutrimento dell'anima razionale è dunque ciò che salvaguarda l'elemento razionale a essa intrinseco e quest'ultimo s'identifica con l'[[intelletto]]. (IV; 2015, p. 414)
*Infatti [[vita e morte|vivere]] male, ossia senza saggezza né temperanza e santità, come affermava Democrate<ref>Probabilmente un oratore attico (cfr. Aristotele, ''Rhetorica'', 1407a). {{NDR|nota del traduttore}}</ref>, non è solo vivere male bensì continuare a [[vita e morte|morire]] per un tempo indefinito. (IV; 2015, p. 416)
*Nutrimento dell'anima razionale è dunque ciò che salvaguarda l'elemento razionale a essa intrinseco e quest'ultimo s'identifica con l'[[intelletto]]. (IV; 2015, p. 414)
 
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