Stato Islamico: differenze tra le versioni

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*A inizio settimana del settembre 2013 avevamo incontrato una rappresentante del partito curdo della [[Turchia]], che ci ha raccontato che Aleppo (città siriana vicino al nord della Turchia) era sotto controllo dei ribelli e tra questi ribelli ci sono ex comandanti e generali dell'esercito siriano di [[Bashar al-Assad|Assad]] che conoscono molto bene la zona e sanno dove si trovano le armi convenzionali e chimiche, che hanno utilizzato per depredare le città; inoltre abbiamo avuto accesso a una serie di documenti raccolti dall'YPG (unità di difesa popolare curda) nella zona del Kurdistan siriano in cui i cosiddetti ribelli attaccano con il supporto di potenze straniere, in particolare quella della Turchia. I documenti sequestrati comprendono un certo numero di passaporti e carte d'identità, tra cui quelli di americani, egiziani, tunisini e cittadini del Bahrein. Questa documentazione è emersa dopo aver perquisito le sedi centrali dei gruppi Islamic State of Iraq, cioè ISIS, e il fronte Al-Nusra, affiliato ad Al Qaeda. Tutto ciò accadeva nel 2013, quando ancora l'ISIS non faceva paura ma era finanziata e supportata da noi e soprattutto era stata creata dagli [[Stati Uniti]] per far cadere Assad. ([[Paolo Bernini]])
*Adesso è il momento di agire, mettere tutto in opera: sovvenire ai bisogni immediati delle popolazioni sfollate, far sparire l'ISIS, trovare una soluzione politica per il futuro dell'Iraq con delle azioni politiche e militari. E non dimentichiamo che anche noi dobbiamo agire! ([[Philippe Barbarin]])
*{{NDR|Sul gruppo di lavoro internazionale riunitosi per contrastare il finanziamento dell'Isis}} All'interno di questo gruppo di lavoro per contrastare il finanziamento all'Isis ci sono quegli stessi Paesi che finanziano l'ISIS. ([[Alessandro Di Battista]])
*Come comunità internazionale, penso che non dovremmo concentrarci sul carattere religioso di quel gruppo perché, facendolo, diamo loro una legittimazione che non meritano. Non importa come loro vogliono chiamarsi, importa come noi li chiamiamo. L'ISIS vuole essere chiamato islamico [...] così qualsiasi azione contro di loro sarà etichettata automaticamente come una guerra all'Islam, e questo è esattamente ciò che vogliono. Vogliono che appaia come se l'Occidente ingaggiasse una lotta contro l'Islam perché li aiuterà a reclutare combattenti. ([[Rania di Giordania]])
*[[Hamas]] è come l'ISIS. Sono due rami dello stesso albero velenoso. ([[Benjamin Netanyahu]])
*Questi fanatici che dicono di agire per conto dell'Islam sono in realtà i primi nemici dell'Islam. Ero e resto fermamente convinta che la maggioranza dei musulmani non ritenga che sia impossibile coniugare la fede religiosa e la costruzione di una società sostanzialmente laica, plurale nelle sue espressioni politiche, culturali, di fede. La tolleranza e il rispetto delle diversità non sono affatto estranee alla millenaria cultura islamica. ([[Nawal al-Sa‘dawi]])
*Quando le potenze mondiali si renderanno conto che l'Isis e gli altri radicali gruppi terroristici islamici non stanno combattendo contro Israele, contro l'occupazione o contro gli insediamenti? Quanto tempo ci vorrà ai leader del mondo libero per rendersi conto che le stragi in Tunisia e Francia sono dirette contro il cristianesimo e le fazioni musulmane che non sono d'accordo con i sostenitori dell'islam radicale? Invece premiano il finanziatore principale del terrorismo islamico, l'Iran. Se in Siria l'occidente avesse spedito grandi contingenti militari avrebbe fermato in tempo tutto questo. ([[Noah Klieger]])
*Si sa perfettamente chi li finanzia, come li finanziano, quali sono le industrie belliche che gli danno una mano, chi gli dà i soldi, ma non si può intervenire perché avete {{NDR|il [[Governo Renzi]]}} le mani legate, perché vi hanno messo lì gli stessi poteri forti che controllano questi traffici internazionali. ([[Alessandro Di Battista]])
*Sono contrario all'idea di fare guerra allo Stato Islamico, perché violenza chiama violenza. Più loro tagliano teste, più noi bombardiamo: qualcuno deve fermare questa catena di azione e reazione e deve farlo con il dialogo e la tolleranza religiosa. L'Is va ascoltato. Va piuttosto compiuto uno sforzo pacificatore da chi si ritiene civile, contro l'irrazionalità. L'Isis è costituito da un gruppo di sunniti che si sentono emarginati in Iraq e hanno creato un movimento molto estremista, di fatto perché vogliono una patria e chiedono all'Iraq di cedere una piccola area, non più grande della Lombardia, per creare lo stato islamico. In pratica si tratta di un gruppo diviso da confini artificiali da tantissimi anni. L'Is va ascoltato, le sue ragioni vanno comprese, perché come altre minoranze in Europa e nel mondo chiede una patria. ([[Umberto Veronesi]])
 
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