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*Il piacere che si prova grazie all'[[opulenza]] neppure si avvicina a quello che l'[[autosufficienza]] produce in chi ha sperimentato questa condizione. Assai piacevole è infatti rendersi conto di quante poche cose ciascuno ha effettivo bisogno. (I; 2015, p. 328)
*Il precetto di non cibarsi di esseri animati [...] riguarda [...] in particolare coloro che fanno dipendere la loro felicità da Dio e dall'imitazione di Lui. (II; 2015, p. 332)
*Il [[sacrificio animale]] è posteriore ed è anche il più recente. Esso però non trae origine dalla gratitudine, come quello compiuto con le offerte vegetali, bensì da una circostanza sfavorevole provocata dalla fame o da qualche altra disgrazia. Per esempio, le uccisioni di animali perpetrate ad Atene affondano le radici nell'ignoranza, nella collera o nel timore. (II; 2015, p. 336)
*E se per caso qualcuno sostenesse che oltre ai frutti della terra la divinità ci ha messo a disposizione anche gli animali perché ne facessimo uso, io gli risponderei che quando si sacrificano animali noi facciamo loro un torto, poiché li derubiamo dell'anima e che pertanto non bisogna sacrificarli! [...] Come ci può essere santità quando chi viene derubato di qualcosa che gli appartiene non è che la vittima di un atto di ingiustizia? (II; 2015, p. 338)
*[...] gli [[animale|animali]] sembrano possedere una sensibilità ben superiore alla nostra. (III; 1994, pp. 373-374)
*Dopo il [[parto]] ogni animale netta il suo piccolo come se stesso. L'osservazione dimostra che gli animali sono sempre in ordine e si presentano a colui che li nutre con manifestazioni di gioia, sapendo riconoscere il proprio padrone e denunciare l'uomo malevolo. E chi non sa quale rispetto della giustizia verso gli altri si ritrovi fra gli animali che vivono in società, tra le formiche, le api e i loro simili? (III; 1994, p. 376)