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*Noi ci rivolgiamo a chi sospetta, una volta per tutte, che la nostra permanenza in terra e la dimora in cui trascorriamo l'esistenza non sono che un incantesimo; a chi ha riconosciuto che è proprio della sua natura restare insonne e ha scoperto il potere soporifero della regione in cui viviamo: a costui noi intendiamo raccomandare un'alimentazione coerente con la sua diffidenza verso la dimora terrena e con la sua conoscenza di sé. (I; 2015, pp. 313-314)
*Un'alimentazione priva di carne, essenziale e facile da procacciarsi per chiunque, [...] procura un senso di pace alla ragione che predispone i mezzi per la nostra salvezza. Come dice Diogene, infatti, dai mangiatori di farina non provengono né ladri né nemici mentre è dai mangiatori di carne che nascono spie e tiranni. (I; 2015, p. 324)
*Il piacere che si prova grazie all'[[opulenza]] neppure si avvicina a quello che l'[[autosufficienza]] produce in chi ha sperimentato questa condizione. Assai piacevole è infatti rendersi conto di quante poche cose ciascuno ha effettivo bisogno. (I; 2015, p. 328)
*Il precetto di non cibarsi di esseri animati [...] riguarda [...] in particolare coloro che fanno dipendere la loro felicità da Dio e dall'imitazione di Lui. (II; 2015, p. 332)
*[...] gli [[animale|animali]] sembrano possedere una sensibilità ben superiore alla nostra. (III; 1994, pp. 373-374)
*Dopo il [[parto]] ogni animale netta il suo piccolo come se stesso. L'osservazione dimostra che gli animali sono sempre in ordine e si presentano a colui che li nutre con manifestazioni di gioia, sapendo riconoscere il proprio padrone e denunciare l'uomo malevolo. E chi non sa quale rispetto della giustizia verso gli altri si ritrovi fra gli animali che vivono in società, tra le formiche, le api e i loro simili? (III; 1994, p. 376)