Differenze tra le versioni di "Tat'jana L'vovna Tolstaja"

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===Citazioni===
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*Sapete perché mio padre è seppellito ai piedi di un poggio, all'ombra di vecchie querce, nella foresta di Jasnaja Poljana? Perché quel luogo era legato a un ricordo d'infanzia a lui particolarmente caro. Il maggiore dei figli Tolstoj, Nikolaj, il quale aveva molta influenza sui fratelli e specialmente su mio padre, aveva confidato di avere interrato in un angolo della foresta un bastoncino verde sul quale c'era scritta una formula magica. Chi avesse scoperto il bastone e se ne fosse impossessato, avrebbe avuto il potere di rendere felici tutti gli uomini. L'odio, la guerra, le malattie, i dolori, sarebbero scomparsi dalla faccia della terra; ogni uomo avrebbe conosciuto la felicità e tutti sarebbero diventati «Fratelli Muravej», cioè «Fratelli Formiche». «Questa parola,» dirà una volta papà, «mi piaceva in modo particolare perché mi ricordava che i membri di un formicaio vivono in perfetto accordo.» (pp. 183-184)
 
*Ci piaceva anche una piccola storia che papà sapeva animare con le intonazioni e il modo di alzare o di abbassare la voce. Era la storia dei ''Sette [[cetriolo|cetrioli]]''. [...] «Un ragazzino entra in giardino. Vede un cetriolo. Un cetriolo grosso così (mostrava con le mani le dimensioni). Lo prende, hop! e lo mangia. (Lo diceva con voce tranquilla e con un tono assai alto.) Il ragazzetto continua a camminare e vede un secondo cetriolo, un cetriolo grosso così. Hop! se lo mangia. (La sua voce si faceva un po' rotonda.) Va avanti, vede un terzo cetriolo, un cetriolo grosso così... (papà indica con le mani una lunghezza di circa quaranta centimetri) e, hop! se lo mangia. [...]» E così via fino al settimo cetriolo. La voce di papà era sempre più forte, sempre più grave. [...] Quando papà mostrava come il ragazzetto mangiava il settimo cetriolo la sua bocca sdentata raggiungeva tali dimensioni che faceva paura vederla. (pp. 51-52)
*Sapete perché mio padre è seppellito ai piedi di un poggio, all'ombra di vecchie querce, nella foresta di [[Jasnaja Poljana]]? Perché quel luogo era legato a un ricordo d'infanzia a lui particolarmente caro. Il maggiore dei figli Tolstoj, Nikolaj, il quale aveva molta influenza sui fratelli e specialmente su mio padre, aveva confidato di avere interrato in un angolo della foresta un bastoncino verde sul quale c'era scritta una formula magica. Chi avesse scoperto il bastone e se ne fosse impossessato, avrebbe avuto il potere di rendere felici tutti gli uomini. L'odio, la guerra, le malattie, i dolori, sarebbero scomparsi dalla faccia della terra; ogni uomo avrebbe conosciuto la felicità e tutti sarebbero diventati «Fratelli Muravej», cioè «Fratelli Formiche». «Questa parola,» dirà una volta papà, «mi piaceva in modo particolare perché mi ricordava che i membri di un formicaio vivono in perfetto accordo.» (pp. 183-184)
*Di solito, all'inizio dell'autunno, la mamma partiva per Mosca con i bambini che andavano ancora a scuola. Mio padre, mia sorella e io restavamo a Jasnaja Poljana ancora qualche mese. Facevamo una vita da Robinson sull'esempio di nostro padre. Tenevamo la casa sole, senza l'aiuto di domestici, e preparavamo pasti strettamente [[Vegetarianismo|vegetariani]].<br />Un giorno ci annunciarono l'arrivo di una nostra zia, amica di tutti, alla quale volevamo molto bene. Sapendo che la zia apprezzava la buona tavola e particolarmente la carne, ci chiedevamo che cosa fare.<br />Preparare il «cadavere», chiamavamo così la carne, ci faceva orrore. Mentre discutevo la faccenda con mia sorella venne papà. Messo al corrente dei nostri dubbi, ci rassicurò, promettendoci di occuparsi del menu della zia.<br />«Quanto a voi,» disse, «preparate il pranzo come al solito.»<br />La zia, bella, allegra, piena di vita come sempre, arrivò quel giorno stesso. Venuta l'ora passammo nella sala da pranzo. E cosa vi trovammo? Al posto della zia c'era un enorme coltello da cucina e, attaccato alla seggiola con una cordicella, un pollo vivo. La povera bestia si dibatteva trascinandosi il sedile.<br />«Sappiamo che ti piace mangiare gli esseri viventi,» disse papà, «così ti abbiamo procurato questo pollo. Ma nessuno di noi vuole commettere un assassinio: quel coltello omicida è a tua disposizione per compierlo.»<br />«Un'altra delle tue burle!» esclamò zia Tatiana scoppiando a ridere. «Tania! Maša! Sciogliete subito quella povera bestia e ridatele la libertà.»<br />Ci affrettammo a obbedire alla zia. Liberato il pollo, venne servito quanto avevamo preparato per il pasto: maccheroni, legumi e frutta. (p. 187)
*Quando in un quadro, in una commedia o in un libro ogni particolare viene messo in evidenza, di solito ci si stanca. Se, al contrario, l'autore si limita a presentare l'aspetto generale dell'opera e lascia allo spettatore o al lettore la cura di immaginare il resto, provoca interesse, in quanto dà agli altri l'impressione di collaborare. A condizione, ben inteso, che il disegno generale riesca a toccare l'immaginazione, l'interesse e la curiosità dello spettatore. (p. 196)
 
==Altri progetti==
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