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==''De abstinentia''==
===[[Incipit]]===
*[...] il regime [[vegetarianismo|vegetariano]] contribuisce alla salute e nello stesso tempo ad acquisire una resistenza commisurata agli sforzi che l'esercizio della filosofia richiede. (I<!--, 2-->; 2015, p. 301)
Quando ho saputo dai miei ospiti che tu, caro Firmo, mentre condannavi la dieta [[vegetarianismo|vegetariana]], sei tornato a mangiare carne, all'inizio non potevo crederci. La mia mente si concentrava infatti sulla tua sobrietà e sul rispetto che abbiamo maturato verso gli uomini del passato, che proprio nell'additarci questo stile di vita hanno mostrato di temere gli dèi. Poi però successive rivelazioni da parte di altri mi hanno confermato la notizia. Biasimarti per non esserti comportato secondo il proverbio, «fuggendo il male e cercando il meglio» oppure perché, come dice [[Empedocle]], «dolendoti della tua vita passata non ti sei convertito a una migliore», mi sembrava un modo di fare rozzo, o comunque estraneo alla persuasione che si può ottenere con il ragionamento. Al contrario, ho ritenuto degno dell'amicizia che ci lega e di uomini che hanno predisposto la loro esistenza al rispetto della verità fare emergere la prova dei tuoi errori dal ragionamento e mostrarti così da quale altezza a quale abisso sei precipitato. <!--(p. 301)-->
 
{{NDR|Porfirio, ''De abstinentia'', traduzione di Roberto Pomelli, in Aristotele, frammenti stoici, Plutarco, Porfirio, ''L'anima degli animali'', a cura di Pietro Li Causi e Roberto Pomelli, Einaudi, Torino, 2015. ISBN 978-88-06-21101-1}}
 
===Citazioni===
*[...] il regime [[vegetarianismo|vegetariano]] contribuisce alla salute e nello stesso tempo ad acquisire una resistenza commisurata agli sforzi che l'esercizio della filosofia richiede. (I<!--, 2, I-->; 2015, p. 301)
*[...] gli [[animale|animali]] sembrano possedere una sensibilità ben superiore alla nostra. (III; 1994, pp. 373-374)
*Dopo il parto ogni animale netta il suo piccolo come se stesso. L'osservazione dimostra che gli animali sono sempre in ordine e si presentano a colui che li nutre con manifestazioni di gioia, sapendo riconoscere il proprio padrone e denunciare l'uomo malevolo. E chi non sa quale rispetto della giustizia verso gli altri si ritrovi fra gli animali che vivono in società, tra le formiche, le api e i loro simili? (III; 1994, p. 376)
 
==Bibliografia==
*Porfirio, ''De abstinentia'', traduzione di Roberto Pomelli, in Aristotele, frammenti stoici, Plutarco, Porfirio, ''L'anima degli animali'', a cura di Pietro Li Causi e Roberto Pomelli, Einaudi, Torino, 2015. ISBN 978-88-06-21101-1
*Porfirio, ''Perì apokhês empsykhon'' (''De abstinentia''); citato in Gino Ditadi (a cura di), ''I filosofi e gli animali'', vol. 1, Isonomia editrice, Este, 1994. ISBN 88-85944-12-4
*‎Maria Timpanaro Cardini (a cura di), ''Pitagorici: testimonianze e frammenti'', La Nuova Italia, Firenze, 1958.