Differenze tra le versioni di "Dharma"

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Citazioni sul '''Dharma'''.
 
*Che la vostra isola sia il Dhamma, che il vostro rifugio sia il Dhamma e non altro! (''[[Canone pāli]]'')
*Come un lago profondo, calmo e trasparente, così sereni divengono i saggi, che hanno ascoltato la verità del Dharma. ([[Gautama Buddha]])
*La [[Bhagavadgītā|Gita]] non sostiene certo la guerra, ciò che sostiene è la difesa attiva e disinteressata del Dharma. Se sinceramente seguito, il suo insegnamento avrebbe potuto cambiare il corso dell'umanità. Può ancora cambiare il corso della storia indiana. ([[Sri Aurobindo]])
*Tutti gli uomini sanno come soddisfare la loro fame con il cibo ma pochi hanno la saggezza di imparare il Dharma come cura per l'ignoranza. ([[Wonhyo]])
*Usare la mente per cercare la realtà è illusione. Non usare la mente per cercare la realtà è consapevolezza. Liberarsi dalle parole è liberazione. Conservarsi incontaminato dalla polvere della sensazione è custodire il Dharma. ([[Bodhidharma]])
 
===[[Leonardo Vittorio Arena]]===
*{{NDR|Il Buddha}} consigliò ai bhikkhu di essere un'isola (''dìpa'') o un rifugio per se stessi. Dopo la sua scomparsa, il loro unico sostegno o baluardo sarebbe stato il Dhamma. I suoi legittimi successori si sarebbero rivelati, in definitiva, soltanto coloro che fossero riusciti a prendere rifugio nel Dhamma, cioè in se stessi.
*Il Maestro ha voluto provocare il nostro spirito critico, affinché, studiando la sua dottrina, potessimo scandagliare noi stessi. [...] Nel Grande Veicolo si colse l'esigenza di un siffatto orientamento. Per esempio, un importante passo di una raccolta del Ch'an, una scuola del Buddhismo cinese, indica la necessità di svincolarsi anche dall'attaccamento al Dhamma. Finché non si dimentica pure il Dhamma, si coltiva ancora il senso di sé, cioè l'illusione di costituire un'individualità separata nei confronti delle creature. Ci si attacca a una visione, a un'opinione, e si è incapaci di unirsi, in perfetta compassione, a tutti gli esseri.
*La Dottrina (''Dhamma'') consente di attingere una condizione in cui la sofferenza non possa più attecchire, poiché si abbraccia l'eternità. Il ''[[Nirvana|nibbàna]]'', la liberazione, non è altro che questo stato imperituro, sottratto al divenire delle cose.
 
==Voci correlate==