Lev Isaakovič Šestov: differenze tra le versioni

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==''L'eredità fatale''==
*Dopo [[Plotino]] la filosofia non ha più il diritto di percorrere le strade che aveva percorso prima di lui. Volenti o nolenti, per quanto ci possa attirare l'albero della conoscenza del bene e del male, cresciuto così fronzuto e rigoglioso in questi sedici secoli che ci separano da Plotino, non siamo più in grado di fondare la nostra etica, né la nostra [[ontologia]], né la nostra teoria della conoscenza così come le fondavano i greci. L'esistenza autentica ha inizio al di là del bene e del male. La verità filosofica è al di la della mente e dell'intelletto...
*Per quante domande noi porremmo a Plotino, non riceveremo alcuna risposta. Non ode neppure le nostre domande che per lui hanno cessato di esistere. E uno dei privilegi più importanti è proprio il diritto di non dare risposte, di non ribattere, di non doversi giustificare o, in altre parole, la non-soggezione alle istanze comuni.<br />
 
 
{{NDR|Lev Isaakovič Šestov, ''L'eredità fatale - Etica e ontologia in Plotino'', traduzione di Valentina Parisi, Ananke, 2005}}
 
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