Differenze tra le versioni di "Vittorino Andreoli"

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==Citazioni di Vittorino Andreoli==
*Alla fine, anche lo psichiatra abitava il manicomio come gli altri matti. Una vita strana, forse paradossale, forse assurda, ma tutto sommato vera. Quando si doveva stabilire che le cose non andavano, il confronto era con la vita dei sani. Una [[normalità]] che, dovendo definirlo, saprei descrivere solo come patologia, in quanto per gli abitanti del manicomio è il "fuori" ad essere anomalo. (da ''I miei matti'')
*Credo che la percezione di essere figli di Dio, nel senso non di un'affermazione di principio ma di esperienza che ne attesti il coinvolgimento, debba essere una condizione esistenziale straordinaria, capace di dare forza, di togliere molti dei dubbi e delle delusioni che la condizione umana attiva e alimenta. (da '' Fierezza nel sacerdote'', ''Avvenire'', 11 giugno 2008)
*Il [[sacerdote]] mi pare la figura più indicata a parlare della [[morte]]: lui sa che non è un argomento di [[disperazione]]. (da ''Il sacerdote e la morte'', ''Avvenire'', 17 settembre 2008)
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