Differenze tra le versioni di "Mangiare zen"

1 539 byte aggiunti ,  4 anni fa
nessun oggetto della modifica
*Molte tradizioni buddhiste incoraggiano il vegetarianesimo. Sebbene questa pratica si basi essenzialmente sulla volontà di nutrire la compassione per gli animali, fa anche molto bene alla salute. Adesso sappiamo anche che mangiando vegetariano proteggiamo la terra e contribuiamo a ridurre l'[[effetto serra|effetto-serra]] che le sta causando danni seri e irreversibili. Anche se non puoi essere vegetariano al cento per cento, essere un vegetariano part-time e consumare più cibi di origine vegetale sarà già meglio per la tua salute personale come per la salute del pianeta che condividiamo. (pp. 63-64)
*La nostra economia di mercato è mossa essenzialmente dalla domanda dei consumatori; se una parte consistente della popolazione sposta anche di poco le sue scelte verso cibi di origine vegetale, l'industria dell'[[allevamento]] si ridurrà. Col tempo gli allevatori troveranno altre fonti di reddito con cui sostentarsi. Con un risveglio collettivo di questo genere possiamo determinare davvero un cambiamento nel nostro mondo. (p. 64)
*L'[[amore e odio|amore]] e l'[[amore e odio|odio]] sono entrambi fenomeni viventi: se non nutriamo il nostro amore, morirà e potrebbe trasformarsi in odio. Se vogliamo che l'amore duri, dobbiamo nutrirlo e alimentarlo ogni giorno. Lo stesso vale per l'odio: se non lo alimentiamo non può sopravvivere. (p. 79)
*Ogni cosa è interconnessa: il nostro corpo e il nostro universo sono una cosa sola. (p. 89)
*A volte disprezziamo il nostro corpo o lo critichiamo, ma anche i suoi aspetti negativi sono dei prodigi. Succede proprio come con uno stagno pieno di [[fior di loto|fiori di loto]]: tendiamo ad accettare i loti, ma non il [[fango]] dello stagno dal quale crescono. Il loto è prezioso – ma lo è anche il fango: se non ci fosse il fango non ci sarebbe alcun loto. (p. 90)
*Il nocciolo dell'amore e della compassione è la comprensione, ossia la capacità di riconoscere la sofferenza in noi stessi e negli altri. (p. 100)
*Alcuni libri di diete [...] dipingono i [[glucidi|carboidrati]] come «il nemico»; altri guru della nutrizione propugnano diete povere di grassi e ricche di carboidrati per perdere peso e prevenire le malattie [...]. La verità sui macronutrienti e la salute, tuttavia, è che importa molto di più il ''tipo'' di carboidrato, proteina e grasso che si sceglie che non la loro quantità relativa nella nostra dieta. [...] i cereali integrali, la verdura, la frutta intera e i legumi costituiscono una buona scelta, riguardo ai carboidrati, e sono ricchi anche di vitamine, minerali e fibre. (pp. 117-118)
 
==Bibliografia==