Differenze tra le versioni di "Renato Guttuso"

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*{{NDR|Tu hai girato moltissimo per il mondo. Dove hai trovato la Sicilia?}} In Sicilia sicuramente. Non credo ci sia al mondo un posto come la Sicilia, almeno per me. Sono un siciliano viziato.<ref name=Guttus/>
*Non posso dirti come vada il lavoro, perchè non ne so nulla, e poi ho avuto il mal di denti, e poi è un momento che di lavorare non ho voglia. La campagna mi ha eccitato qualche momento – così bella e così inaspettatamente ricca di colore... Ma certe volte io vedo, sento penso e non mi piace dipingerlo. Mi pare di guastarmi un piacere privato. Non so che deduzione trarre da siffatti sentimenti ma preferisco guardare persino senza pensare. (Lettera di Renato Guttuso a Cesare Brandi, 25 luglio 1939, Archivi della Soprintendenza di Siena; pubblicata in ''Brandi Guttuso, storia di un'amicizia'', a cura di Fabio Carapezza Guttuso, Electa, Milano 2006, p. 10)
*{{NDR|Parlando di [[Leonardo Sciascia]]}} Questo che pezzo di Sciascia che tu mi ricordi è uno dei più belli che abbia scritto su di me, e anche uno dei primi, per cui gli sono molto grato. Ma io penso che lui proietti più la propria angoscia anziché identificare la mia.<ref name=Guttus/>
*Se io potessi scegliere un momento nella storia e un mestiere, sceglierei questo tempo e il mestiere del pittore. Le condizioni oggi sono storicamente privilegiate, che si abbia la forza e la libertà interna necessaria in tempi così pericolosi. (citato in Leonardo Sciascia, ''La semplificazione delle passioni'', in ''Catalogo della Mostra antologica dell'opera di Renato Guttuso'', Palermo, Palazzo dei Normanni, 1971)
*Sono stato rimproverato di aver dipinto troppi limoni. Credo che non sia un giusto rimprovero perché i limoni sono l'ambiente naturale nel quale io sono nato e cresciuto. Andavo con mio padre in campagna, nei giardini di limoni, a misurare la terra; ho visto abbeverare i limoni, ho visto raccogliere i limoni...Ho vissuto tutta la mia infanzia in mezzo ai limoni.<ref name=Guttu/>
Utente anonimo