Differenze tra le versioni di "Renato Guttuso"

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*Anche se dipingo una mela, c'è la Sicilia. (citato in Giovanna Jackson, ''Nel labirinto di Sciascia'', Edizioni La Vita Felice, Milano 2004, p. 202)
*Ci sono, si, i suoi quadri: nelle case, nelle gallerie pubbliche, riprodotti a milioni di esemplari, sotto gli occhi di tutti, ad arricchire e ad abbellire la vita, a riscoprirla; ma sono come le terre al sole di don Gesualdo. «Ma egli è siciliano», dice ancora Lawrence di Gesualdo, «e qui salta fuori la difficoltà». La difficoltà, per Guttuso, per noi, per ogni uomo che è nato in quest'isola, di vivere dopo aver fatto, dopo avere accumulato quadri o libri o denaro; la difficoltà a resistere, a non soccombere «sotto il gruzzolo» della ricchezza o della gloria o soltanto e semplicemente delle cose fatte, delle cose in cui abbiamo messo e mettiamo la nostra passione. (Leonardo Sciascia, citato in ''Renato Guttuso'', a cura di Natale Tedesco, ''Galleria. Rassegna bimestrale di cultura'', a.XXI, 1-5, gennaio-ottobre 1971)
*{{NDR|In occasione degli ottant'anni di [[Ignazio Buttitta]]}} Ero un bambino di dieci o dodici anni e ricordo, una sera, un corteo con una bandiera rossa, la prima bandiera rossa della mia vita. In testa al corteo c'era Ignazio, il poeta Buttitta, che aveva stampato il suo primo libro di poesie, Sintimintali...<ref>Citato in ''[http://archiviostorico.corriere.it/1997/aprile/06/Ignazio_Buttitta_cantastorie_dalla_parte_co_0_9704062637.shtml Ignazio Buttitta, un cantastorie dalla parte dei vinti]'', ''Corriere.it'', 6 aprile 1997.</ref>
*Ho conosciuto benissimo Renato Guttuso: e posso dirlo non solo per i frequenti incontri, la lunga confidenza, la simpatia e l’affetto che avevo per lui, ma anche – e soprattutto – perché il nostro essere d’accordo nel giudicare persone, fatti e libri nella loro immediata verità, se appena tentavamo di risalire ai principi, diventava fondamentale e profonda discordia.(Leonardo Sciascia, ''Io lo conoscevo bene'', L'Espresso, 11 ottobre 1987)
*La [[Pittore|pittura]] è una lunga fatica di imitazione di ciò che si ama. (ottobre 1980, citato in [[Enrico Crispolti]], ''Leggere Guttuso'', A. Mondadori, 1987)
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