Paul McCartney: differenze tra le versioni

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*{{NDR|Parlando della scelta [[vegetarianismo|vegetariana]] intrapresa con la moglie [[Linda McCartney|Linda]]}} Adesso non mangiamo più niente che debba essere ucciso per noi. Ne abbiamo passate tante, negli anni sessanta, con tutta la droga e gli amici che morivano come mosche, e adesso siamo arrivati al punto in cui diamo davvero un grande valore alla vita.<ref>Citato in Rynn Berry, ''Da Buddha ai Beatles. La vita e le ricette inedite dei grandi vegetariani della storia'', traduzione di Annamaria Pietrobono, Gruppo Futura – Jackson Libri, Bresso, 1996, p. 181. ISBN 88-256-1108-0</ref>
*{{NDR|Ricordando quel che vide dalla finestra della sua fattoria seduto con Linda}} Era domenica, stavamo mangiando [[agnello]] arrosto per pranzo ed era la stagione degli agnelli, con tutti quei meravigliosi agnellini che saltellavano qua e là nel pascolo. Al che abbiamo guardato l'agnello nel piatto, poi di nuovo gli agnellini là fuori e abbiamo pensato: "Stiamo mangiando una di quelle creaturine che sgambettano allegramente qua fuori". La cosa ci stese, e ci siamo detti: "Aspetta un attimo, non vogliamo mica fare una cosa del genere". Eccola qua, la svolta epocale: non abbiamo mai più mangiato carne.<ref>Da ''The Vegetarian'', febbraio 1992; citato in [[Neal D. Barnard]], ''Super cibi per la mente'', traduzione di Simone Buttazzi, Sonda, Casale Monferrato, 2013, p. 196. ISBN 978-88-7106-712-4</ref>
*{{NDR|Sui [[The Beatles|Beatles]]}} Non arriveremo mai al punto di pubblicare delle schifezze, perché sappiamo che la gente le comprerebbe. (1965<ref>Citato1965; citato in Chris Ingham, ''Guida Completa ai Beatles, 2005'', Antonio Vallardi Editore, 2005, p. 46. ISBN 8882119866</ref>)
*Penso che ci sia l'urgenza di fermare la terribile fugacità del tempo. Con la musica, la pittura... cercate di catturare anche un solo [[attimo]] maledetto, prego!<ref>Citato in Chris Ingham, ''Guida completa ai Beatles'', traduzione di M. C. Giordano, V. Lovato, G. Olivieri, Vallardi, Milano, 2005, p. 299. ISBN 8882119866</ref>
*Probabilmente dobbiamo sembrare come anti-[[Religione|religiosi]]... Nessuno di noi crede in [[Dio]].<ref>Citato in ''Hit Parader'', gennaio 1970.</ref>
*Se fossi [[morte|morto]], sarei stato sicuramente l'ultimo a saperlo.
:''If I were dead, I'd be the last to know.''<ref>Citato in ''Magical McCartney mystery'', ''Life'', 7 novembre 1969, pag. 105; la citazione è visibile su ''[http://books.google.it/books?id=5FAEAAAAMBAJ&pg=PA105 Google Books]''.</ref>
*"Sii fedele a te stesso". Penso che questa frase si adattasse bene ai Beatles. Eravamo sempre molto fedeli a noi stessi, e penso che la nostra brutale onestà fosse importante. Continuare per la nostra strada, e dire davvero quello che pensavamo, in un certo senso ha dato ad altre persone nel mondo l'idea che anche loro potessero essere sinceri e cavarsela, ed è stata davvero una buona cosa.<ref>Citato in ''The Beatles Anthology'', Rizzoli, Milano, 2010. ISBN 9788817037846</ref>
*Uno dei miei più bei ricordi di [[John Lennon|John]] è quando ci mettevamo a litigare: io non ero d'accordo con lui su qualcosa e finivamo per insultarci a vicenda. Passavano un paio di secondi e poi lui sollevava un po' gli occhiali e diceva "è solo che sono fatto così...". Per me quello era il vero John. In quei rari momenti lo vedevo senza la sua facciata, quell'armatura che io amavo così tanto, esattamente come tutti gli altri. Era un 'armatura splendida; ma era davvero straordinario quando sollevava la visiera e lasciava intravedere quel John Lennon che aveva paura di rivelare al mondo.<ref>Citato in Philip Norman, ''John Lennon. La biografia'', traduzione di Aldo Piccato, Mondadori, 2009, p. 242. ISBN 9788804593614.</ref>
*{{NDR|Parlando dell'album dei Beatles ''Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band''}} L'atmosfera dell'album era in sintonia con lo spirito di quel periodo, perché noi stessi eravamo permeati da quello spirito. Non intendevamo fare di tutto per dargli quell'armosfera, semplicemente c'eravamo dentro. E non è stato solo il clima del periodo a influenzarci; ho cercato dei riferimenti che fossero più estremi. L'atmosfera del tempo assomigliava di più ai Move o agli Status Quo o gruppi del genere. Invece oltre a tutto ciò, c'era quello spirito d'avanguardia che penso sia entrato in Pepper. Era decisamente un movimento di popolo. Voglio dire, noi non stavamo cercando di alimentare quel movimento, noi ne eravamo parte, come lo eravamo sempre stati. Ritengo che i Beatles non siano stati i leader di una generazione, ma i suoi portavoce.<ref>Citato in ''The Beatles Anthology'', Rizzoli, Milano, 2010, p. 253.</ref>