Robert Musil: differenze tra le versioni

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*Di un [[uomo]] importante non si deve sapere quello che fa, ma soltanto i suoi arrivi e le sue partenze.
*E poiché possedere delle qualità presuppone una certa soddisfazione di constatarle reali, è lecito prevedere come a uno cui manchi il senso della realtà anche nei confronti di se stesso, possa un bel giorno capitare di scoprire in sé l'uomo senza qualità. (cap. 4)
*Certo, se si vuol per forza chiamare [[prostituzione]] il vendere per denaro soltanto il proprio corpo, e non, come è usuale, l'intera persona, allora bisogna dire che Leona esercitava occasionalmente la prostituzione. (cap. 6; 20132013b)
*In fondo quell'esperienza {{NDR|di lotta}}, di un'estasi, di una trascendenza quasi completa di una persona cosciente, era affine a un genere di esperienze perdute, già note ai mistici di tutte le religioni, e quindi si poteva in qualche maniera considerare come il surrogato moderno di eterne esigenze, un cattivo surrogato, ma pur sempre un surrogato; sicché la boxe e altri sport analoghi, che lo introducono in sistema razionale, sono una specie di teologia, anche se non si può pretendere che ciò venga universalmente riconosciuto.<ref>Cfr. ''[[Fight Club]]''.</ref> (cap. 7)
*[…] anche l'[[amore]] era fra quelle esperienze mistiche e pericolose, perché toglie l'uomo dalle braccia della ragione e lo lascia letteralmente sospeso a mezz'aria sopra un abisso senza fondo. (cap. 7)
*Questa bellezza? – si pensa, – sì, va bene, ma è poi la mia? Questa verità che sto scoprendo, è davvero la mia [[verità]]? Gli scopi, le voci, la realtà, tutte queste cose seducenti che allettano e guidano, che noi seguiamo, in cui ci buttiamo, sono la vera verità, o invece non se ne coglie che un soffio inafferrabile, posatosi sulla realtà? (cap. 34)
*Negli anni della maturità pochi uomini sanno, in fondo, come son giunti a se stessi, ai propri piaceri, alla propria concezione del mondo, alla propria moglie, al proprio carattere e mestiere e loro conseguenze, ma sentono di non poter più cambiare di molto. Si potrebbe sostenere persino, che sono stati ingannati; infatti è impossibile scoprire una ragione sufficiente per cui tutto sia andato proprio così come è andato; avrebbe anche potuto andare diversamente; essi hanno influito pochissimo sugli avvenimenti, che per lo più sono dipesi da circostanze svariate, dall'umore, dalla vita, dalla morte di tutt'altri individui; e solo in quel dato momento si sono abbattuti su di loro. Quand'erano giovani la vita si stendeva loro dinanzi come un mattino senza fine, colmo di possibilità e di nulla, e già al meriggio ecco giungere all'improvviso qualcosa che pretende di essere ormai la loro vita; e tutto ciò è così sorprendente come vedersi davanti tutt'a un tratto una persona con la quale siamo stati vent'anni in corrispondenza, senza conoscerla, e ce la siamo immaginata completamente diversa. Ancora più strano, però, che quasi nessuno, se ne accorga; adottano la persona che è venuta a loro, la cui vita si è incorporata alla loro vita, giudicano le sue vicende ed esperienze ormai come le espressioni delle loro qualità, e il suo destino diventa merito o disgrazia loro. [...] E non hanno più che un ricordo confuso della giovinezza, quando c'era in loro qualcosa come una forza opposta. (cap. 34, pp. 144-145)
*Aveva fatto così più o meno tutte le esperienze possibili e sentiva che ancora adesso si sarebbe potuto gettare da un momento all'altro in qualsiasi impresa, di cui poteva anche non importargli nulla, purché stimolasse il suo innato bisogno di [[azione|agire]]. (I, cap. 39; 2013)
*Oggigiorno soltanto i [[delitto|delinquenti]] osano ancora far del male al prossimo senza filosofia. (I, cap. 48; 2013)
*Quello che ci occorre oggi nella vita è la persuasione che le nostre faccende van meglio di quelle del vicino. [...]; tutto ciò che dà a un uomo la sicurezza di non essere assolutamente niente di straordinario, ma che nel suo modo di non essere niente di straordinario, egli può essere difficilmente uguagliato! {{NDR|Ulrich a Clarisse}} (cap. 54)
*Hai ragione quando dici che più nulla è serio, ragionevole o anche soltanto trasparente; ma perché non vuoi capire che la colpa è proprio del [[razionalismo]] dilagante, che appesta ogni cosa? In tutti i cervelli s'è annidata la smania di diventare sempre più razionali, di specializzare sempre più la vita, e in pari tempo l'impossibilità di raffigurarsi che cosa ne sarà di noi quando giungeremo a conoscere, suddividere, tipizzare, meccanizzare e regolare tutto. Così non si può andare avanti. {{NDR|Walter a Ulrich}} (cap. 54)
*I [[filosofi]] sono dei violenti che non dispongono di un esercito e perciò si impadroniscono del mondo rinchiudendolo in un [[sistema]].<!-- I filosofi sono dei prepotenti che, non avendo a disposizione un esercito, per assoggettare il mondo lo rinchiudono in un sistema. (I, cap. 62; 2013)--> (cap. 62)
*Ma questa [[libertà]] interiore consiste nel poter pensare qualsiasi cosa, nel sapere in ogni situazione umana perché non occorre legarsi ad essa, e nel non sapere mai da che cosa vorremmo lasciarci [[Relazione|legare]]! (I, cap. 63; 2013)
*Lei fa dell'[[ironia]] e assume [[pessimismo|atteggiamenti negativi]]. È sempre sul punto di [[idealismo|abbracciare l'impossibile]] e si sottrae a ogni vera [[decisione]]. (I, cap. 66; 2013)
*Per nessuna cosa ho così poco talento come per me stesso. (cap. 66, p. 308)
*La Chiesa cattolica ha commesso un grave errore limitandosi a minacciare di morte e a costringere all'abiura un uomo simile, invece di ammazzarlo senza tanti complimenti: perché dal modo suo e degli spiriti a lui affini di vedere le cose avrebbero poi tratto origine [...] gli orari ferroviari, le macchine utensili, la psicologia fisiologica e l'attuale corruzione morale cui la Chiesa stessa non riesce più a far fronte. Probabilmente ha commesso questo errore per troppa accortezza, perché [[Galileo Galilei|Galilei]] non era soltanto lo scopritore della legge della caduta dei gravi e del moto della terra, ma anche un inventore al quale si interessava, come si direbbe oggi, il grande capitale. (cap. 72)
*Sua Signoria {{NDR|Il conte Leinsdorf}} aveva una spiccata avversione per quella che chiamava "[[letteratura]] e nient'altro". Era un'idea che per lui si associava con ebrei, giornali, librai avidi di reclame, e spirito borghese liberale che produce per denaro e che chiacchiera a vuoto, e la frase "letteratura e nient'altro" era diventata una sua espressione abituale. (cap. 76)
*Certi interrogativi sono stati tolti dal cuore degli uomini. Per i pensieri sublimi hanno creato qualcosa come degli stabilimenti di pollicoltura, che si chiamano letteratura, filosofia o teologia, e là i pensieri si riproducono a modo loro, senza controllo, il che va benissimo perché con una tale proliferazione nessuno si rimprovera più di non occuparsene personalmente. (cap. 76)
*Il procedere della [[storia]] è come un andare a tentoni. Il [[presente]] è sempre come l'ultima casa di una città, che in un certo senso non appartiene più integralmente alle case della città. (I, cap. 83; 2013)
*Dio non intende che si prenda il [[mondo]] alla lettera: il mondo è un'immagine, un'analogia, un modo di dire del quale egli deve servirsi per un motivo qualunque, e naturalmente è sempre approssimativo; non dobbiamo prenderlo in parola, tocca a noi stessi trovare lo scioglimento del quesito ch'egli ci impone. (cap. 83)
*– Ogni grande libro spira questo amore per i destini dei singoli individui che non si adattano alle forme che la collettività vuol loro imporre. Ciò porta a risoluzioni che non si lasciano risolvere, e di costoro si può soltanto riprodurre la vita. Estrai il senso da tutte le opere poetiche e ne ricaverai una smentita interminabile – incompleta ma esemplificata e fondata sull'esperienza – di tutte le norme, le regole e i principi vigenti sui quali posa la società che ama tali [[poesia|poesie]]! Per di più una poesia col suo mistero trafigge da parte a parte il senso del mondo, attaccato a migliaia di parole triviali, e ne fa un pallone che se ne vola via. Se questo, com'è costume, si chiama [[bellezza]], allora la bellezza dovrebb'essere uno sconvolgimento mille volte più crudele e spietato di qualunque rivoluzione politica! (cap. 84)
*Si ama una certa persona nonostante tutto, e anche per nessuna ragione; e ciò significa che il tutto è un'illusione, o che quest'illusione è un tutto, com'è un tutto il mondo, dove non si muove una foglia senza che l'Onnisenziente se ne accorga. (1978, p. 1074)
*Fra noi militari l'essenziale è poter sempre annunziare qualche progresso; un certo ottimismo è indispensabile anche nella sconfitta, lo comporta il mestiere... (II, cap. 38, Einaudi, 1957)
*La [[morale]] è fantasia. (20132013b)
 
==''Il giovane Törless''==
*Robert Musil, ''L'uomo senza qualità'', a cura di Adolf Frisé, traduzione di Anita Rho, Einaudi, Torino, 1996.
*Robert Musil, ''L'uomo senza qualità'', a cura di Adolf Frisé, traduzione di Ada Vigliani, Mondadori, Milano, 1992.
*Robert Musil, ''L'uomo senza qualità'', a cura di MicaelaAda LatiniVigliani, traduzioneOscar di Irene CastagliaMondadori, Newton Compton EditoriMilano, 2013. ISBN 9788804625551
*Robert Musil, ''L'uomo senza qualità'', a cura di Micaela Latini, traduzione di Irene Castaglia, Newton Compton Editori, 2013b.
*Robert Musil, ''Il giovane Törless'', traduzione di Giorgio Zampa, Biblioteca Universale Rizzoli, 1974.
*Robert Musil, ''Il giovane Törless'' (''Die Verwirrungen des Zöglings Törleβ''), traduzione di Andrea Landolfi, introduzione di [[Italo Alighiero Chiusano]], Newton Compton editori, 1991.