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Inserisco citazioni.
 
==Passeggiate romane==
*[...] la [[filosofia]] me ne insegna tante delle belle cose; ma quando una [[passione|{{sic|pasione}}]] m'investe, scordo tutti gli ammaestramenti della scienza. Sotto ad ogni uomo razionale ci è l'uomo naturale, che di tempo in tempo s'emancipa, insorge, inizia una guerra servile contro il suo dominio. Ed allora persino il [[Giordano Bruno|Bruno]] e lo [[Baruch Spinoza|Spinoza]] sentono come il volgo, sragionano come il volgo ed appunto come il volgo vorrebbero che l'universo intero badasse unicamente ai desiderî ed alle occorrenze loro. O che altro significa esser volgo, tranne che vivere passionalmente,<br/>......''come bruti | Senza seguir virtude e conoscenza?''<br/>chi dunque ha mai potuto o potrebbe mai svellere dall'animo proprio ogni parte volgare? È già molto l'occultarla. (''Passeggiate romane, Roma, 29. XI. 71.'', p. 23)
*{{NDR|[[Roma]]}} Questa città davvero è incantevole. Appaga. Non vi si ha che desiderare. O per meglio dire uno ha quasi rimorso di desiderarvi cambiamenti e miglioramenti, tanto è bella e simpatica così com'è. Questi palazzi, questi monumenti, queste ville, queste strade hanno tanta vaghezza e maestà! Potremo ripulire, ampliare, popolare: ma chi sa che così non se ne alteri il carattere? Questa è l'opinione di tutti, tranne che di pochi incontentabili, i quali trovano da biasimare anche nel Colosseo e nel palazzo Farnese. (''Passeggiate romane, Roma, 4. XII. 71.'', p. 26)
*Il [[presente]] non è che il rovescio d'una splendida tappezzeria: quando saremo passati dall'altro lato e la vedremo come storia, allora solo potremo equamente valutarne il merito. (''Passeggiate romane, Roma, 4. XII. 71.'', p. 28)
*Non passa anno senza che le collezioni scientifiche di qualunque altra città d'[[Italia]] si arricchiscano per la munificenza di qualche privato. E così mano mano si colmano le lacune, si completano le serie e si ottiene più assai di quello che non sia il potere dello stato e de' municipii di fare. Ma il [[Napoli|napoletano]] ''largo di bocca e stretto di mano''; mentre non sa vivere fuori della sua città, non vuol poi far niente per renderla più bella e simpatica; non è superbo delle sue istituzioni, non è zelante di migliorarle; il suo municipalismo non sa mai incarnarsi in un'opera bella e generosa. (''Passeggiate romane, Roma, 11. XII. 71.'', p. 37)
*Per me, tutto ciò che accade fuori di questo nostro pianeta, non m'interessa: Amo la terra e nella terra amo solamente l'uomo. É la vita, è la storia, sono le azioni e i pensieri degli uomini che mi scuotono e mi cattivano e mi paion grandi. Questo universo sterminato e ''inconscio'', infinito ed ''inintelligente'', senza pensiero proprio, mi desta meno curiosità che l'anima semplicetta di un fanciullo. Dall'alto di quei tetti, da' quali si è soliti contemplare gli astri, io guardavo in giù. Ed allora mi sentivo commuovere. (da ''Passeggiate romane, Roma, 11. XII. 71.'', p. 38)
*Salutammo [[Marco Aurelio|Marc'Aurelio]].[...] Salutammo la povera [[lupo|lupa]], scendendo la cordonata; quella povera lupa, che tengon barbaramente chiusa in una gabbia, mentre facendovi una cancellata intorno si potrebbe lasciar liberamente gironzolare per quelle {{sic|ajuole}}.<br/>Notammo l'assenza delle oche. Un {{sic|campidoglio}} senza oche è cosa inconcepibile. L'oca è lo animale repubblicano per eccellenza. Chi la surroga in Campidoglio? I consiglieri comunali. (da ''Diaro romano, Il Campidoglio'', p. 115)
*Quel che indispone, è la maniera; quella non posso digerirla, per quanto graziose apparenze abbia. Quando lavorano di maniera, aborro del pari Raffaello ed il Camuccini. Proprio? Via, poniamoci un ''quasi'', quasi del pari.<br/>Nell'arte ci abbiamo la ingenua riproduzione del vero; ci abbiamo la creazione dell'Ideale; ci abbiamo la Maniera. Tre stadi, tre indirizzi.<br/>Il Vero, ancorché scelto male e senza criterio, ingenuamente riprodotto, piace sempre. Dal vero, scelto intelligentemente, studiato, sviscerato, può astrarsi lo ''ideale''. Ma per maniera s'intende un ideale di strapazzo e di convenzione; una figura eseguita, senza che le serva di sustrato una propria impressione naturale. (da ''Diaro romano, Galleria Rospigliosi, Sabato, 16. XII.{{sic|77}}, p. 118)
 
 
==''Dio ne scampi dagli Orsenigo''==