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*Sublime è il silenzio della foresta, buio inverdito e i muscosi animali, che svolazzano in alto, quando scende la notte. Oh! l'orrore, poi che ogni essere conosce la sua colpa, va per sentieri di spine. Così trovò egli nel roveto la bianca figura della bimba, sanguinante pel manto del suo fidanzato. Ma egli stava sepolto nella sua chioma d'acciaio muto e dolorante innanzi a lei. Oh gli angeli raggianti, che il vento purpureo della notte disperse. La notte abitava egli in grotta di cristallo e la lebbra cresceva, d'argento, sulla sua fronte. Ombra, scendeva egli l'ultimo sentiero sotto stelle autunnali. (da ''Sogno e ottenebramento'',<ref> In ''Poesie'', 1997, p. 117.</ref>)
*Amara è la morte, il cibo degli oppressi di colpa; nella bruna ramura del tronco franavano ghignando i volti di terra. Ma sommesso cantava quegli nell'ombra verde del lilla, quando si destava da sogni maligni; soave compagno di giochi gli s'avvicinava un angelo roseo, così ch'egli, mite fiera, si assopiva incontro alla notte; e vedeva il viso stellare della purità. D'oro piegavano i girasoli sulla siepe del giardino, come veniva l'estate. Oh l'alacrità delle api e la verde fronda del noce, i temporali trascorrenti. Argenteo fioriva anche il papavero, recava in verde pisside i nostri notturni sogni di stelle. (da ''Sogno e ottenebramento''<ref>In ''Poesie'', 1997, p. 121.</ref>)
*''Ombre voi dalla luna intrecciate, | rompenti in sospiri nel vuoto critallo | del lago montano.'' (da ''La sera''<ref>In ''Poesie'', 1997, p. 143.</ref>)
*Lungo l'orlo della selva io voglio andare creatura taciturna cui dalle mani senza parola il sole crinito è calato; straniero sul colle serale, che piangendo solleva le palpebre sulla città di pietra; fiera immobile nella pace dell'antico sambuco; oh, senza quiete origlia il capo che ormai il crepuscolo avvolge, o seguono i passi esitanti la nuvola azzurra sul colle, severe costellazioni. (da ''Rivelazione e tramonto''<ref>In ''Poesie'', 1997, p. 153.</ref>)
*''Sempre ritorni tu, malinconia. | O dolcezza del cuore solitario. | Muore avvampando una giornata d'oro. || Chi pazienta si china umile al duolo, | sonante d'armonia, di tenue insania. | Ecco, già scende l'ombra.'' (da ''In un vecchio album''<ref>In ''Poesie'', 1974, p. 31.</ref>)