Differenze tra le versioni di "Camillo Boito"

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*{{NDR|Nei piemontesi}} L'[[amore]] della verità domina la maniera che o svanisce o si mostra timida e impacciata. (p. IX)
*L'[[arte]] non è una cosa di numeri e di compasso: è soggetta alle passioni, ai pregiudizi, alla voga del dì, alla influenza di alcune piccole circostanze estrinseche e materiali, e a due bisogni umani, che all'apparenza si contraddicono: il bisogno di stupirsi della novità e il bisogno di riposarsi nel consueto. (p. X)
*La [[mente]] dell' artistiaartista non abbraccia più le grandi scene della storia, i fatti complessi della vita umana, le ampie vedute del creato ma si ferma ad una piccola parte della verità studiandola, ricercandola senza scrupolo e senza rispetto nel fondo delle viscere. (p. XIX)
*{{NDR|Osservazione formulata durante la Mostra Nazionale di Roma, 1880}} La passione cieca del nuovo da cui deriva lo sparpagliarsi, lo sminuzzarsi dell'arte, trova un pretesto nel bisogno che gli artisti hanno di richiamare a sé l'attenzione del pubblico. Le Esposizioni, in fondo, sono mercati. (p. XX)
*La [[poesia]] è inconscia di sé: l'uomo non la domina, né è dominato. Scorga dall'anima o soave ruscello o furioso torrente nel vedersi ritrarre matematicamente soffra e si lagni. (p. IX)
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